No Muos,per gli Usa la Sicilia sarà una piattaforma di guerra

I No Muos, hanno indetto una manifestazione nazionale a Palermo da giovedì 19   a domenica 22 settembre, in campo tre giorni di lotta ed iniziative a Niscemi.

“A Niscemi – si legge nella nota diffusa–gli Usa stanno portando a termine il più grande sistema di telecomunicazioni satellitare ad altissima frequenza in grado di controllare e teleguidare questi aerei, il Muos, micidiale strumento, probabilmente in parte già operativo, finalizzato ad un piano di attacco globale, che già con le sue onde interferisce con la vita nel raggio di centinaia di chilometri, provocando malattie mortali”.

“È il tassello chiave nella nuova architettura militare che trasformerà la Sicilia in una piattaforma di guerra, un’immensa portaerei di morte, autentica sorgente di scellerate accelerazioni verso la devastazione planetaria per ogni forma di vita della terra, dell’acqua, dell’aria”.

I No Muos, in assemblea a Palermo, sostengono che la Sicilia sia “al centro dei piani militari e degli interessi statunitensi e occidentali, una trincea di guerra e può rischiare, costantemente, di essere trascinata dentro conflitti inumani e devastanti”. Per provare questo assunto, i No Muos palermitani ricordano “la presenza di basi Nato e Usa nel nostro territorio”, che “rende i siciliani protagonisti e vittime anche contro la loro volontà”. Sigonella, prosegue la nota, “sono già presenti 9 droni ed altri venti si aggiungeranno….”.++ MUOS: CROCETTA, REVOCATA AUTORIZZAZIONE STOP LAVORI ++

L’articolazione dei No Muos non è chiara. Le iniziative e gli obiettivi degli attivisti di Palermo potrebbero non appartenere, ed è probabile che sia così, ai propositi del Comitato No Muos di Niscemi, nato allo scopo di salvaguardare la salute dei cittadini, minacciata dalle onde elettromagnetiche delle antenne satellitare ubicate nella sughereta della cittadina nissena.

Il pronunciamento dell’Istituto Superiore della Sanità, che non considera un rischio allo stato, il sistema di telecomunicazione satellitare ad altissima frequenza statunitense, ha provocato una repentina marcia indietro della Regione siciliana, che aveva annullato l’autorizzazione concessa dal governo siciliano circa due anni or sono. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha spiegato che il contenzioso con la Marina Militare americana, avrebbe potuto provocare la condanna ad un risarcimento estremamente pesante. Una decisione che è stata vivacemente contestata sia dal Comitato No Muos, quanto dal Movimento 5 Stelle dell’Assemblea regionale siciliana.

Le iniziative programmate dai No Muos a Palermo e le ragioni della mobilitazione, in programma il 28 settembre, collocano in secondo piano la questione principale, e cioè la salvaguardia della salute, sulla quale il Comitato delle mamme No Muos di Niscemi si è battuta, e continua a farlo.

I No Muos palermitani sventolano la bandiera del pacifismo, sono anti-americani e addebitano agli Usa addirittura “un piano di attacco globale”, servendosi del sistema satellitare siciliano. La antenne di Niscemi, inoltre, vengono giudicate causa di “malattie mortali”.

Il movimento, dunque, scivola verso il pacifismo antiamericano. Una scelta che, di fatto, rende pressoché impossibile una trattativa incentrata sulle conseguenze per la saluta delle onde elettromagnetiche. Sulla politica estera italiana, occidentale e statunitense, ovviamente, non può interferire né la Regione siciliana, né l’Istituto Superiore della Sanità, ove si riscontrassero indizi di danni per la salute dei cittadini. Le estrapolazioni ricavate da statistiche o da modelli matematici, che hanno suggerito all’Istituto Superiore della Sanità un giudizio sostanzialmente di “no contest”, possono essere sottoposti a monitoraggio e in tempi ragionevolmente brevi. La battaglia in campo aperto contro la presunta volontà di guerra degli Usa, invece, non può essere oggetto di trattativa a livello locale e, forse, nazionale.

Il pacifismo No Muos, inoltre, non fa alcun cenno ai conflitti in corso nei Paesi arabi, in Siria in particolare, né all’uso sistematico di gas nervini contro la popolazione civile, 470 bambini morti in un solo bombardamento al centro di Damasco. Il pacifismo “unilaterale” mina alla base la credibilità delle intenzioni, attribuendo ad una sola parte, gli Usa, una vocazione alla guerra, risparmiando feroci dittature militari.

Su questi temi, assai probabilmente, i No Muos siciliani si confronteranno nei prossimi giorni. Toccherà, probabilmente, al Comitato No Muos di Niscemi chiarire obiettivi e strategie.

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