sacchetti di plastica vecchi e inquinanti,da oggi multe salate

Finalmente è entrato in vigore il decreto del Governo  che prevede multe salate per chi intende aggirare la normativa e commercializzare ancora i vecchi e inquinanti sacchetti di plastica”. Lo dichiara l’esponente di Green Italia Francesco Ferrante, autore dell’emendamento che portò in Senato all’approvazione della norma contenuta nella Finanziaria del 2007 finalizzata al divieto della commercializzazione dei sacchetti non biodegradabili.

La scelta della Commissione Europea di non impugnare la legge italiana comporterà che d’ora in poi in Italia, paese all’avanguardia nella legislazione a favore degli shopper che rispettano l’ambiente, la commercializzazione dei sacchi non conformi a quanto prescritto, e che quindi siano davvero biodegradabili e compostabili, sarà punita con la sanzione di una somma da 2.500 euro a 25.000 euro, aumentata fino al quadruplo del massimo cioè sino a 100mila euro se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l’asporto”.

La norma,ha già avuto un effetto positivo sugli stili di vita dei cittadini che sempre più numerosi rinunciano all’usa e getta e ha contribuito a sostenere l’innovazione tecnologica legata alla chimica verde. Si adeguino ora in fretta i produttori che hanno perseverato nel tentativo di aggirare le norme, ricorrendo a quella vera e propria truffa ai danni dei consumatori e pericolosa per l’ambiente che sono i sacchetti cosiddetti oxodegradabili, camuffando la loro ‘licenza di inquinare’ per una difesa dei posti di lavoro, spalleggiati in questa difesa corporativistica anche da uno schieramento trasversale in parlamento.

Ma il decreto è in vigore o no?

Se per Green Italia e Assobioplastiche l’entrata in vigore della legge è ormai certa, qualche perplessità è stata invece sollevata da Polimerica,che riporta invece una versione differente. La legge non sarebbe ancora automaticamente in vigore, perché allo scadere dei tre mesi di proroga per il pronunciamento della Commissione Europea, il meccanismo del silenzio assenso non sarebbe più automatico. (L’articolo completo, qui)

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