Salute:sclerosi multipla,in arrivo nuovi farmaci

La sclerosi multipla colpisce in Italia 70 mila persone, soprattutto tra i 20 e i 30 anni, in Italia il costo sociale annuo della sclerosi multipla e’ stimato in 2,7 miliardi di euro, mentre negli stati dell’Unione europea, il numero di malati è di 600 mila e in tutto il mondo di 2,1 milioni. L’età media di insorgenza della malattia è di 29 anni e le donne hanno 2-3 volte più probabilità di ammalarsi rispetto agli uomini.

Durante una conferenza stampa al Circolo della Stampa di Milano sono stati presentati i vantaggi di due nuovi farmaci la teriflunomide  e dell’alemtuzumab. La Genzyme, società del gruppo Sanofi, ha infatti annunciato che la Commissione europea ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio di teriflunomide 14 mg, una terapia orale in monosomministrazione giornaliera indicata nel trattamento dei pazienti adulti affetti da sclerosi multipla recidivante remittente. Negli studi condotti, questo farmaco ha dimostrato di ridurre in modo significato il tasso di recidive annualizzato e ha aumentato l’intervallo di tempo alla progressione della disabilità a due anni verso il placebo.

Giancarlo Comi, docente di neurologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, durante la conferenza stampa, ha sottolineato: “La disponibilità di una terapia orale che agisce sulla componente immunitaria specifica è un’arma importante per il medico, perché permette di offrire una cura efficace a un paziente ancora colpito e disorientato da una diagnosi severa”.img1024-700_dettaglio2_DISTROFIA

L’altro farmaco, invece, l’alemtuzumab ha ottenuto il parere positivo del Comitato per i prodotti medicinali per uso umano dell’Agenzia europea del Farmaco. Adesso si attende solo il via libera della Commissione europea. Alemtuzumab è un potente anticorpo monoclonale in forma iniettiva, indicato per il trattamento dei pazienti adulti con sclerosi multipla recidivante remittente.

Come ha spiegato il dottor Comi “questo farmaco agisce in modo selettivo sui cloni cellulari coinvolti nella risposta immunitaria che scatena la malattia e danneggia il sistema nervoso“. Negli studi clinici effettuati, alemtuzumab ha dimostrato di essere più efficace rispetto al farmaco usato oggi nel ridurre i casi di recidiva e la progressione della disabilità. Inoltre, alcuni pazienti trattati con alemtuzumab, hanno registrato una regressione delle disabilità precedenti con un parziale recupero di funzioni compromesse.

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