Australia,summit di 300 scienziati per la salvaguardia dell’Antartide

Sydney – 300 scienziati si sono dati appuntamento a Horbat (Australia) per la riunione annuale della Commissione per la conservazione delle risorse marine viventi nell’Antartide.

L’intento è quello di creare aree marine protette a est dell’Antartide,mettendo al bando la pesca nell’ultimo ambiente marino incontaminato sulla Terra, tutelando terreni che forniscono alimentazione per pinguini e foche e aree di riproduzione del krill e di pesci come il pregiato e minacciato patagonian toothfish, una sorta di grande dentice.La superficie interressata è di 1,63 milioni di kmq (c.a.quanto la metà dell’unione europea).

Il nodo principale da sciogliere verte sulla questione della pesca, per via di specie come il krill, che fa gola per il business degli integratori di Omega3, ma anche per il toothfish e il silverfish, una sorta di acciuga antartica. La Commissione opera su una base di consenso, quindi se anche una sola nazione obietta a una proposta, questa viene rinviata alla riunione successiva. L’appuntamento di Hobart si prospetta quindi come un nuovo braccio di ferro fra due blocchi. In campo anche gli ambientalisti, capitanati dalla Antarctic Ocean Alliance, che partecipa ai lavori e ha già raccolto 250mila firme, con una petizione a sostegno delle nuove riserve marine.

Le acque dell’Antartide costituiscono fino al 10% dei mari del Pianeta e ospitano quasi diecimila specie, fra cui mammiferi e uccelli marini, inclusi pinguini, balene e foche. L’Oceano del Sud contiene alcuni degli ecosistemi più incontaminati al mondo e i suoi nutrienti sono trasportati nel globo dalle correnti oceaniche, alimentando gran parte della vita marina. La sua area costituisce inoltre una base importante per la ricerca scientifica mondiale, in particolare sui cambiamenti climatici, ma non solo. Finora la Ccamlr ha creato una sola area marina protetta e le ‘riserve blu’ coprono appena l’1% della superficie marina del Pianeta, mentre i governi di 193 Paesi nel 2010 hanno fissato l’obiettivo del 10% entro il 2020.

Alla riunione sono presenti 24 paesi fra cui l’Italia e l’Unione Europea .

 

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie