Legge di stabilità:regali alle banche per 2,4 mld annui

La legge di stabilità, è stata scritta leggendo le istruzioni delle cancellerie europee e della troika.

Se non dovesse essere modificata dal parlamento,sancirà gli esclusivi interessi dei banchieri, con regali fiscali di 19,4 miliardi di euro dal 2015 al 2022, ben 2,4 miliardi di euro l’anno (eccetto per il 2014, dove le banche pagheranno maggiori tasse per 2,3 miliardi); garantisce le obbligazioni tossiche appioppate dalle banche allo Stato per un valore di 160 miliardi di euro; appesantisce l’odioso tributo Imu, con maggiori oneri che vanno da un minimo di 2,1 fino a 7,5 miliardi di euro, a seconda dell’aliquota decisa dai comuni.

La relazione tecnica alla finanziaria, conferma nei dati e nelle cifre quanto era stato stimato dai consumatori, un regalo alle banche di quasi 20 miliardi, una lievissima riduzione del cuneo fiscale, ossia 1,5 miliardi di euro appostati, che porterà in busta paga mezzo caffè al giorno ai prezzi attuali di 0,70 centesimi (qualora non dovesse aumentare con l’Iva), che per un reddito annuo da 15.000, garantisce l’aumento in busta paga da 182 euro l’anno, ossia 14 euro al mese compresa la tredicesima.

Inoltre la clausola di garanzia sulle entrate, una vera e propria trappola tributaria, prevede di aumentare le accise aggiungendo al danno la beffa, qualora nel 2015 il commissario inviato dal FMI Cottarelli non dovesse riuscire nell’opera di macelleria sociale con i tagli di ben 3 miliardi di euro alle agevolazioni fiscali per i lavoratori (detrazioni per spese mediche, asili nido, ecc.), invece di tagliare i privilegi dei tecnocrati e della burocrazia statale, le cui uscite totali appostate al bilancio dello Stato ammontano – sempre nel 2015 a ben 828.306 milioni di euro- ben 21 miliardi di euro in più rispetto al 2013.

La nuova Tasi, che confluirà nella Trise, graverà sulle spalle degli italiani in misura maggiore dell’Imu, stimata per il 2014 con un maggior onere, rispetto al 2012, che potrà oscillare da  un minimo di 2,1 miliardi (+8,86%) fino a 7,5 miliardi (+31,65%) secondo l’aliquota che verrà decisa dai comuni, con l’aggravante di colpire le fasce sociali più deboli e le famiglie numerose, che avevano detrazioni fiscali abrogate (alla faccia della centralità famigliare).

Adusbef e Federconsumatori chiedono al Parlamento-se ancora sovrano-, di modificare radicalmente spostando il peso che grava sui più poveri (pur all’interno dei saldi), una legge che stabilizza gli esclusivi interessi dei banchieri, artefici della crisi sistemica che hanno ricevuto fiumi di denaro gentilmente regalati dalla Bce a tassi di affezione dell’1% utilizzati per sistemare le loro politiche creditizie fallimentari; al primo ministro Letta, di rompere quella camicia di forza imposta dall’Europa, che ha generato povertà, miseria, recessione, modificando radicalmente quei diktat  imposti dalla Germania volti all’ossessiva politica al rigore di bilancio, incompatibile con la recessione economica e la prolungata crisi sistemica, che impedisce la ripresa ed uccide i consumi.

 

 

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie