Adolescenti italiani sempre più sedentari

Oltre agli adulti e agli anziani, anche i giovanissimi hanno una vita sedentaria. A dirlo è la Società italiana di pediatria, che sottolinea i rischi degli adolescenti italiani.

In occasione della Giornata Mondiale del Bambino e dell’Adolescente che si celebra oggi, gli Stati generali della pediatria rendono atto delle abitudini dei ragazzi dagli 11 ai 19 anni. Ciò che colpisce di più è che sono pochi quelli che fanno una regolare attività fisica. Difatti lo sport viene abbandonato dai giovani fra i 15 e i 17 anni e, per la maggiore, fra i 18 e i 19 anni. Un andamento che porta i ragazzi e le ragazze che praticano sport ad essere quasi in minoranza. Per la Sip i ragazzi del Belpaese hanno un indice di sedentarietà tre volte maggiore rispetto alla media europea. adolescenti-sempre-più-sedentari

Si riscontrano dati positivi solo tra i bambini: negli ultimi dieci anni la percentuale di quelli che praticano sport è salita di quasi 6 punti. In cima alla classifica danza e nuoto. Ciò che invece fa preoccupare è la categoria degli adolescenti. Questo risultato è dovuto non solo all’avanzata di tablet e smartphone, ma anche dal carico eccessivo dello studio e dalla conseguente mancanza di voglia a praticare attività motoria. Secondo la Società italiana di pediatria, la vita eccessivamente sedentaria aumenta i rischi di patologie croniche che possono nascere in età adulta. Per invogliare i ragazzi alla sport, dice la Sip, c’è bisogno del contributo di genitori, scuola e istituzioni. “Occorre cambiare stili di vita”, spiega il Presidente SIP Giovanni Corsello. “L’attività motoria e quella fisica, non necessariamente svolta a livello agonistico, devono essere percepite nella nostra società come un investimento per la salute delle generazioni future: questo è il messaggio che lanceremo agli Stati Generali della Pediatria con il coinvolgimento di genitori, insegnanti, istituzioni e media”.

Matteo Melani

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