Adro, arrestato il sindaco che nega la mensa ai bambini

Oscar Lancini, sindaco di Adro (Brescia), è stato arrestato dai carabinieri ed è ai domiciliari,avrebbe favorito alcune aziende nella gara d’appalto per la realizzazione di alcune opere in paese. 24 gli indagati,ai domiciliari Carmelo Bagalà, segretario comunale, l’assessore ai Lavori pubblici Giovanna Frusca, il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune Leonardo Rossi e due imprenditori edili, Alessandro Cadei e Emanuele Casali. Secondo gli inquirenti gli indagati avrebbero utilizzato crediti che il Comune di Adro vantava nei confronti di imprenditori locali per finanziare l’area feste di via Indipendenza. L’esecuzione dell’opera, oltre un milione di euro il valore, sarebbe stata affidata, evitando i bandi di gara, direttamente a imprenditori vicini al primo cittadino.

Per fare questo a verbale gli indagati aveva dichiarato falsamente la gratuità ed urgenza della realizzazione dell’opera che è costata oltre un milione di euro. Tra le contestazioni anche l’aggiudicazione di un’area comunale, nel frattempo inserita nel patrimonio alienabile dell’Amministrazione, in favore di un imprenditore locale.

La scuola tappezzata con il “Sole della Alpi”. Nel 2010 il caso Adro scosse l’Italia perché il simbolo della Lega era stato piazzato ovunque in un polo scolastico: dal cestino della raccolta differenziata allo zerbino d’ingresso, dai cartelli messi nel giardino al tetto e impresso anche sui banchi della scuola materna. L’inaugurazione della prima scuola padana aveva fatto notizia e destato sdegno. Soldi pubblici sprecati per cui poi la giustizia amministrativa gli ha chiesto conto.

Negò mensa ai bimbi stranieri con genitori che non pagavano la retta. Lancini, candidato non eletto alle ultime elezioni al Senato, è stato un pioniere della linea dura, come hanno fatto poi in seguito anche altri primi cittadini per lo più del Carroccio, contro i genitori morosi che non pagano la retta scolastica. Ancora pochi mesi fa ad alcuni ragazzini stranieri erano stati negati i pasti ed era stata la Croce Rossa di Adro ad adottarli. Dieci insegnanti, tra cui il dirigente scolastico, si erano autotassati per pagare mensa e scuolabus, servizi che il sindaco aveva deciso di non erogare ai bambini le cui famiglie appunto erano rimaste indietro con i pagamenti.  Lo scorso 24 ottobre la Corte dei conti aveva condannato lui e i sei componenti della sua giunta al pagamento al Comune bresciano di circa 10.600 euro in tutto per il ”danno indiretto” legato alla vicenda delle centinaia di ‘soli delle Alpi‘. I giudici amministrativi lo hanno a pagare 7 mila e 398 euro, mentre i sei assessori dovranno versare 528 euro a testa per il ”danno patrimoniale, economicamente valutabile, arrecato alla pubblica amministrazione, in una condotta connotata da colpa grave o dolo”. Lo scorso giugno i carabinieri di Brescia gli avevano notificato anche un avviso di garanzia per peculato. Nell’aprile 2011 la Cgil di Brescia lo aveva denunciato perché nel marzo di due anni fa Lancini aveva inviato alle famiglie del piccolo paese delle lettere su carta intestata del Comune per replicare ad alcune prese di posizione della stessa Camera del Lavoro di Brescia.

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