Alluvione in Sardegna,come indirizzare la solidarietà nel giusto modo

Dopo la terribile alluvione che ha messo in ginocchio la Sardegna, oltre 2.737 persone sono state evacuate: tanti hanno dovuto abbandonare le proprie case, e con esse tutto ciò che possedevano, a causa di questo terribile incubo che da un paio di giorni si è impossessato delle loro vite. Allagamenti, frane, voragini, paesi isolati in tutta l’Isola: una vera tempesta d’acqua ha flagellato la Sardegna che ora ha bisogno dell’aiuto di tutti.Grazie alla generosità di molti, si sono aperte le campagne di raccolta fondi per aiutare le popolazioni. Ma è giusto che la solidarietà venga indirizzata nella giusta direzione: qualche consiglio che è bene seguire.

Dona ad associazioni o enti che conosci già, attive nel campo degli aiuti umanitari. Croce Rossa Italiana, Caritas, sono solo alcuni esempi, ma ci si può rivolgere anche alle Amministrazioni comunali e alle associazioni locali.

Diffida di raccoglitori di fondi improvvisati, che si presentano di persona, se non puoi accertarne con sicurezza l’appartenenza a un’organizzazione che conoscete: piuttosto, fatti dare il nome della sede o il sito e recati di persona o fai una donazione online.Sardegna_come_-indirizzare-_la_-solidarietà-

Potrebbero esserti inviate email truffaldine, che contengono link “per donare aiuti ai terremotati”. Non è mai prudente cliccare sul link contenuto nella email, meglio andare di persona sul sito, digitando direttamente l’indirizzo o cercando con Google il nome dell’associazione, e non attraverso il link della email.

Prima di fare una donazione online con carta di credito, accertatevi che la pagina del sito dove dovete inserire i dati abbia nell’indirizzo la sigla iniziale https e il simbolo del lucchetto chiuso (significa che le transazioni di denaro sono sicure).

Prevedibilmente, sono già nati su Facebook gruppi di solidarietà per le vittime. Noi vi invitiamo ad essere cauti nell’aderire a gruppi di questo genere: le finalità di chi li crea sono ignote e non facilmente controllabili, l’utilità dubbia. È già successo, nel recente passato, che a gruppi analoghi, nati come “solidarietà per le vittime” sia poi stato cambiato il nome, diventando gruppi di sostegno a tutt’altro (cosa che è possibile fare senza nemmeno chiedere l’assenso agli aderenti al gruppo).

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