Ambiente:la speculazione è finita,ora resta un grande lago di cianuro

Furtei – Cagliari- Un grande lago di cianuro,tubi che partono dai pozzi dismessi e rilasciano una quantità enorme di metalli disciolti: mercurio, ferro, piombo, cadmio e zolfo.

Gli uccelli che arrivano non hanno scampo e le carcasse nascoste tra i cespugli lanciano lo stesso messaggio di un cartello giallo con il teschio: alle rive di questa distesa di acidi è meglio non avvicinarsi troppo.Un lago che doveva far diventare tutti ricchi è rimasto solo lo scarto: un grande lago di liquame tossico. La corsa all’oro ha fatto ricchi solo gli australiani che hanno sventrato la collina di Santu Miali e agli abitanti di Furtei, Guasila e Segariu è rimasto in eredità un disastro ambientale. La Sardinia Gold Mining – controllata dalla canadese Buffalo Gold Itd, partecipata dalla Regione Sardegna e presieduta dal 2001 al 2003 dall’attuale governatore sardo Ugo Cappellacci – ha chiuso l’attività alla fine del 2008 e nel 2009 ha portato i libri in tribunale. Decretato il fallimento, gli operai sono stati licenziati e delle bonifiche nessuno si è preoccupato. A evitare l’esplosione ci pensa l’Igea, la società regionale che controlla le miniere dismesse, ma intanto il lago di acido nascosto dietro al monte diventa sempre più grande.La contaminazione arriva fino al sottosuolo e qualche agricoltore produce ancora proprio come nella terra dei fuochi.1381417_316917288450566_23056655_n

In un decennio di scavi sono venute fuori forse meno di cinque tonnellate d’oro, sei d’argento e quindicimila di rame. Nel 1997 le assunzioni erano arrivate a 110 ma pochi anni dopo si sono ridotte a 42,la fine di un sogno,di un nuovo Eldorado.La Regione Sardegna deve dare spiegazioni sul perché dal momento del dichiarato fallimento a oggi nessuno ha bonificato la distesa di cianuro e neppure riscosso le garanzie fideiussorie: ora che la società è sparita i sardi dovranno farsi carico di tutti i costi. Come al solito è stata una grande operazione speculativa internazionale!

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