Animali:zanne di elefante e pelli di ghepardo nei magazzini della curia

Alcuni sacerdoti  hanno scoperto all’interno dei magazzini  della Curia Provinciale di Foggia, scatoloni con zanne d’avorio di elefante africano, carapaci di tartarughe di mare di grosse dimensioni, pelli di Boa, pelle di ghepardo, scorpioni e ragni in vetro tutti risalenti probabilmente agli anni ’60.

Gli esemplari, del valore commerciale di circa cinquantamila euro, nel frattempo erano stati esposti(senza farsi grossi problemi) a San Giovanni Rotondo (FG) in una mostra dedicata alle missioni in Ciad.La Curia provinciale di Foggia stava esponendo materiale proibito e protetto dalla convenzione di Washinghton*, che regola il commercio e la detenzione di esemplari protetti in via di estinzione, sia vivi che morti, ed anche parti di animali morti.

Secondo questa normativa, la detenzione di quanto ritrovato dai sacerdoti di Foggia deve essere autorizzata da certificazioni rilasciate dal Corpo forestale dello Stato sulla base di documentazione che ne attesti la legale acquisizione. Pertanto gli agenti del Cites di Bari hanno provveduto al sequestro contro ignoti di tutto, affidando temporaneamente ad una struttura della Forestale di Martina Franca (Taranto) per essere utilizzato a scopo didattico, in attesa della destinazione definitiva del giudice.

*Commercio specie protette: Convenzione di Washington (CITES)

Convenzione di Washington : La l. n. 150 del 1992 ha dato attuazione alla convenzione di Washington del 3 marzo 1973 sul commercio internazionale della flora e della fauna selvatica, loro prodotti e derivati

La Convenzione ha previsto regimi differenziati nelle due seguenti ipotesi: a) importazione, esportazione o riesportazione, vendita, trasporto, anche per conto terzi, detenzione di esemplari protetti; b) importazione di oggetti di uso personale o domestico relativi a specie protette senza la presentazione della prevista documentazione CITIES emessa dallo Stato estero ove l’oggetto e’ stato acquistato. Ha stabilito che la prima fattispecie integra estremi di reato e la seconda di illecito  amministrativo. Nella nozione di “esemplare” va annoverato qualsiasi animale vivo o morto ed ogni parte di esso. In quella di “oggetto” va compreso il prodotto derivato ottenuto da esemplari o da parti di esso. Ne deriva che i carapaci (scudi del dorso o carcassa) di tartaruga Chelonida non sono oggetti di uso personale o domestico, ma parti di animali in via di estinzione: la loro importazione integra gli estremi del reato di cui all’art. 1 della legge suddetta.

Cassazione penale sez. III, 14 marzo 1997, n. 3859

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