Blitz in tutta Italia,chiusi 18 centri per anziani e disabili

Oltre mille stutture ispezionate nel’ blitz messo in atto dai Nas dei carbinieri e dal ministero della Salute.

I militari hanno chiuso 18 strutture per disabili e anziani, al termine di un maxicontrollo per verificare le autorizzazioni ed il rispetto dei requisiti igienico-sanitari in cui sono stati trovati persino farmaci e cibi scaduti.Tra quelle chiuse in quest’ultima operazione c’è una casa di riposo a Roma in cui tre anziani in sovrannumero erano alloggiati in un seminterrato fatiscente, privo di abitabilità ed in pessime condizioni di manutenzione, ma anche una residenza abusiva a Mantova per cui un ottantenne è finito ai domiciliari. Nel primo caso sono anche stati trovati alimenti congelati senza indicazione della scadenza e insudiciati. “Nel nostro Paese non consentiremo ad alcuno di mettere a rischio la salute dei cittadini – ha commentato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha istituito la task force – e di ledere i principi fondamentali di diritto alla salute e di rispetto della dignità dell’essere umano”.

Nel corso delle varie operazioni sono state segnalate 102 persone all’autorità giudiziaria e 174 a quella sanitaria, e i Nas hanno accertato 174 violazioni penali e 251 amministrative.blitz-dei-nas-case-per-anziani-e-disabili

Numeri che secondo Giuseppe Paolisso, presidente della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia (Sigg) potrebbero essere la classica punta dell’iceberg, soprattutto in un momento in cui la crisi economica rende impossibile pagare le rette, tra 1500 e 6mila euro al mese, delle strutture ‘ufficiali’. ”E’ difficile fare una stima del fenomeno – sottolinea Paolisso -. Purtroppo manca un database unico delle strutture, che servirebbe da una parte a razionalizzare i servizi, mentre oggi ci sono regioni con pochi anziani e molti posti letto e viceversa, e dall’altra a facilitare i controlli”.

Ogni tipo di struttura, spiega Paolisso, è soggetta a regole ben precise, che se non soddisfatte dovrebbero mettere in allarme. ”Innanzitutto ci deve essere un rapporto ben preciso tra superficie della struttura e numero di anziani, quindi senza troppe persone presenti – spiega – se poi non ci sono attività giornaliere adeguate, se gli anziani vengono lasciati a se stessi, se non c’è un check up settimanale, se mancano rapporti istituzionali per i contratti, che sono di norma regolati dalle Regioni, è probabile che ci si trovi in una struttura abusiva

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