Corea, raffica di condanne a morte

Sono circa 80 le persone giustiziate questo mese in Corea del Nord. La notizia arriva da un quotidiano sudcoreano che cita dati, provenienza e “crimini” dei condannati.

Il numero è impressionante e, se fosse vero, renderebbe il regime di Kim Jong-uno fra i più crudeli del mondo. I reati per i quali sono state giustiziate così tante persone sarebbero: visione di film stranieri, diffusione di materiale pornografico e uso di telefoni cellulari. Le esecuzioni sarebbero avvenute in varie le città come Wonsan, Sariwon e Chongjin, tranne a Pyongyang, la capitale. A Wonsan otto persone sarebbero state prima incappucciate e poi uccise a colpi di arma da fuoco. Il tutto rigorosamente in pubblico, dentro uno stadio. I loro capi di imputazione: possesso di film sudcoreani, coinvolgimento nella prostituzione e lettura della Bibbia. A questa esecuzione avrebbero assistito circa diecimila spettatori. Un numero molto alto, se si considera che la capienza dello stadio è di tremila persone. Fra i testimoni di questa esecuzione, anche bambini. Per ora non si registrano risposte da parte del governo nordcoreano, anche se la notizia di oggi non passerà di certo inosservata.

Sempre sulla pena di morte, Amnesty International denuncia che in Iraq le esecuzioni capitali sono salite a 132. Il numero più alto dopo la caduta di Saddam Hussein.

Matteo Melani

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