Disastri ambientali, la Shell manipola le indagini sulle fuoriuscite di petrolio

Ancora una volta le compagnie petrolifere condizionano le indagini sulle fuoriuscite di petrolio non dicendo la verità sull’inquinamento. Ad affermarlo è Amnesty International in un rapporto reso pubblico e che rivela casi concreti in cui la Shell ha scorrettamente riferito sulle cause delle fuoriuscite, sia per quanto riguarda la quantità e sia sull’adeguatezza delle misure di bonifica.Secondo analisi eseguite da tecnici indipendenti,i cosiddetti rapporti ufficiali d’indagine sulle cause delle fuoriuscite di petrolio nel Delta del Niger, sono fuorvianti e addirittura falsi. In sostanza il sistema di accertamento delle cause delle fuoriuscite non è affidabile e i volumi di petrolio, registrati come fuoriusciti, sono sminuiti dalla compagnia stessa.

Inoltre, le compagnie petrolifere essendo non obbligate a fornire prove complete e indipendenti quelle disponibili rimangono sotto il loro controllo.Le conseguenze per le comunità locali colpite sono devastanti e si potrebbero creare le condizioni per dar luogo a risarcimenti inferior se non addirittura all’assenza!

Gli organi nigeriani preposti alla regolamentazione,avendo a disposizionerisorse insufficienti, hanno poco controllo sulle procedure e dipendono dalle compagnie petrolifere per compiere le indagini.In un caso di fuoriuscita, l’unico rappresentante di un organo regolatore era uno studente inviato sul posto per fare un’esperienza di lavoro.Un sistema che si presta all’abuso, e non c’è nessuno che possa contestare le compagnie petrolifere e quasi alcuna possibilità per verificare in forma indipendente le loro affermazioni.Ogni anno in Nigeria si verificano centinaia di fuoriuscite che provocano danni significativi all’ambiente, distruggendo i mezzi di sussistenza e ponendo a grave rischio la salute umana. Queste fuoriuscite sono causate dalla corrosione e dalla scarsa manutenzione delle infrastrutture, da sabotaggi e da furti di petrolio.La Shell insiste nel dire ai suoi investitori, ai clienti e agli organi d’informazione che la maggior parte delle fuoriuscite è provocata da atti di sabotaggio e furti.

Nel rapporto si trovano anche gravi carenze nel modo in cui l’Agip,una sussidiaria della compagnia italiana Eni, agisce nei confronti delle fuoriuscite di petrolio nella regione. Sebbene l’Agip operi in una zona più piccola, negli ultimi anni ha avuto il doppio delle fuoriuscite della Shell,oltre 450 nel 2012. Anche l’Agip, come la Shell, attribuisce la vasta maggioranza delle fuoriuscite ai sabotaggi ma non fornisce alcuna prova a sostegno delle sue affermazioni.

Amnesty International chiede alle compagnie petrolifere di rendere pubblici tutti i rapporti d’indagine nonché le foto e i video relativi,prove verificabili sulle cause delle fuoriuscite e sui danni provocati nell’area interessata. Il governo nigeriano dovrebbe inoltre migliorare l’efficienza degli organi preposti al controllo,aumentando gli stanziamenti per le loro attività.

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