Enrico Rossi:su facebook,le spiagge sono di tutti il Pd alzi la voce

Il presidente della regione Toscana Enrico Rossi,su Facebook ha scritto:Ora si vuole vendere le spiagge. Per fare cassa, si dice.In realta c’ è una destra “liberista alla matriciana” che odia così tanto lo Stato che volentieri svenderebbe al privato tutto ciò che è pubblico, demanio, sanità, scuola e persino i monumenti, come Totò con la fontana di Trevi.

Il realtà il problema delle concessioni degli stabilimenti marittime si può risolvere con concessioni più lunghe e meglio regolate, senza vendere ciò che è di tutti e anche per questo, almeno in parte, meglio tutelato.

E i soldi che mancano si possono trovare cercando nei capitali fuggiti nelle banche Svizzere e frugando appena un pò nelle tasche dei nuovi 127000 ultramilionari beneficiati dalla finanza.

Il PD alzi la voce: la spiagge sono di tutti.images

Infatti la voce si è alzata facendo spuntare un emendamento dei senatori Pd per vendere le spiagge,prima firmataria Manuela Granaiola.L’emendamento – spiega la prima firmataria – nasce da un’ipotesi prospettata dal sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta e dal Direttore dell’Agenzia del Demanio ad un tavolo di confronto con le associazioni di categoria e con molti deputati e senatori di diversi schieramenti politici. Ipotesi a mio parere molto interessante e dopo un approfondito dibattito con i concessionari c’è stata la totale convergenza di tutte le associazioni di categoria”. Secondo Granaiola non è in discussione la vendia di spiagge, “ma di quelle aree che non rivestono più i caratteri della demanialità”. In ogni caso nega qualsiasi intesa con il Pdl Giorgio Santini, capogruppo del Pd in commissione Bilancio al Senato: “Non c’è alcun accordo in vista con il Pdl sulle concessioni balneari, né sulle cartelle esattoriali. Siamo ancora all’inizio dell’illustrazione degli emendamenti in commissione, un lavoro impegnativo che deve portare a una loro drastica riduzione. Mi pare del tutto prematuro trarre delle conclusioni che non sono in alcun modo attinenti ai fatti”.

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