Firenze capitale dei ricercatori europei

FIRENZE – Idee, crescita e posti di lavoro per il futuro.Il capoluogo toscano sarà la capitale dei ricercatori europei, (Palaffari. Piazza Adua) ospiterà il 26 e il 27 novembre, la “Conferenza Europea Marie Curie”: un evento di grande impatto (sono attesi circa 400 ricercatori dai vari Paesi d’Europa) che si inserisce in una fase molto delicata per la ricerca europea. Il lancio del nuovo programma  per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione “Orizzonte 2020”,con circa 77 miliardi nell’arco dei sette anni, è il più importante progetto comunitario dal punto di vista finanziario nel periodo 2014-2020.

“Ne siamo molto orgogliosi – sostiene Stella Targetti, vicepresidente della Regione Toscana e assessore anche per i rapporti con il mondo della ricerca scientifica – sia per l’importanza della conferenza Marie Curie e sia perchè si tratta di un riconoscimento al sistema toscano della ricerca, un sistema che esprime diverse eccellenze italiane ed europee”.

Questo incontro viene tenuto a cadenza annuale in un Paese diverso del vecchio continente. Quest’anno la scelta è toccata all’Italia puntando sulla Toscana. Circa 200 fra i ricercatori iscritti alla conferenza di Firenze sono beneficiari delle borse di studio intitolate alla scienziata polacca Nobel per la fisica e per la chimica.orizzonti-2020-firenze-capitale-dei-ricercatori

Oltre alla conferenza vera e propria  (presentazioni, dibattiti, attività di networking con ricadute su centri, università, industrie) il programma prevede iniziative parallele: visite ai laboratori e ai centri di ricerca presenti in Toscana. Scopo principale dell’iniziativa è fornire un forum ai ricercatori che favorisca uno scambio di esperienze sul loro lavoro e sugli sviluppi della ricerca scientifica. Previsti anche scambi di punti di vista con personalità della politica, della ricerca e dell’industria.

Per la Regione Toscana – sottolinea Stella Targetti – è una bella occasione per valorizzare il proprio sistema non solo ampliandone la visibilità ma anche, in continuità con uno specifico evento tenuto a Bruxelles a fine maggio, coinvolgendo fattivamente nella definizione dei programmi le Università e i Centri di ricerca toscani.

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