Giornata contro la violenza sulle donne,Lunedì 25 Novembre

Lunedì 25 Novembre si celebra la Giornata contro la violenza sulle donne proclamata dalle Nazioni Unite. Nel nostro paese, si terrà anche un simbolico “sciopero delle donne” per 15 minuti, “per fermare la cultura della violenza, perché senza di noi non si va da nessuna parte”.

Non passa infatti giorno senza registrare notizie che raccontano di donne – a volte di ragazzine – violate, mortificate, mercificate, anche uccise.

Le donne conoscono bene la ferita da rifiuto, sanno cosa significa sentirsi abbandonate, o essere vittime di un’ingiustizia, o vivere un’umiliazione; non ignorano la lacerazione che provoca il dolore per un tradimento. Qualche volta queste sofferenze si trasformano in tragedie, molto più spesso scavano silenziosamente sotto la pelle, senza segnali evidenti, ma erodendo benessere e autostima.

Per questo proprio lunedì 25 novembre su questi temi Milano ospita un’interessante conferenza (presso Kid’s Cot – International Kid’s School, in via Braida 5) curata da Virna Tagliaro, Insegnante Didatta e Tutor di Biodanza® sistema R. Toro, Trainer e Counselor Olistico, Operatore delle 5 Ferite. Giornata-contro-la-violenza-sulle-donne

Il tema – “Nella conoscenza di sé la donna trova la sua libertà. Conoscere le Cinque Ferite” – affronta il nodo delle ferite emotive (che sono cinque e sono state codificate per prima da Lise Bourbeau in un famosissimo libro: rifiuto, abbandono, ingiustizia, umiliazione e tradimento) partendo dalla constatazione che “gli unici responsabili della nostra esistenza siamo noi stessi” come spiega Virna Tagliaro. “Se invece di affrontare il problema  entriamo nel giudizio di noi stessi e degli altri, e diamo la responsabilità agli altri di ciò che ci succede, quello che accade è che ci priviamo della nostra libertà di esseri umani. Dare la responsabilità agli altri della nostra vita – ai genitori, ai colleghi, al proprio capo, al compagno, ma anche  alla società, al governo o alla crisi – può sembrare comodo ma è una grandissima privazione di libertà. Riappropriarsi della responsabilità della propria vita significa infatti riappropriarsi della capacità di scegliere come creare la propria esistenza, come costruire il proprio futuro, in aderenza con i propri desideri più profondi”.

Per i terapeuti – pochi, a dire il vero – che lavorano sul superamento delle Cinque Ferite, esse sono la causa del vivere non in aderenza con ciò che si è veramente.  Virna Tagliaro su questo tema è l’unica in Italia ad aver strutturato un percorso specifico per le donne, che integra strumenti diversi, come la  Biodanza® – Sistema R. Toro, il Counseling Olistico e la tecnica “I segreti delle 5 ferite” ideata da Maria Rosa Fimmanò (che prevede 45 esercizi di auto trattamento).

“Nella vita, specie da bambini, – spiega – ci sono esperienze che ci creano una particolare sofferenza psichica ed emozionale che lascia un imprinting, una ‘registrazione’, che viene chiamata ferita emozionale. Per evitare tale sofferenza già da piccoli impariamo a  sopprimerci, ad adeguarci sviluppando atteggiamenti che ci allontaneranno sempre di più dalla nostra vera natura e che ci porteremo appresso nello scorrere della nostra vita. Questi atteggiamenti rappresentano un comportamento di protezione istintivo, automatico, che ha lo scopo di evitare di rivivere quella stessa sofferenza e che si attiva ogni qualvolta nella nostra vita accade un evento che percepiamo con un significato simile all’imprinting registrato. Da adulti, questi comportamenti risultano invalidanti e limitanti per l’individuo, che percepisce una vulnerabilità che non è reale e lo intrappolano in modalità di relazione ripetitive che non gli permettono di maturare e manifestare le sue piene e reali potenzialità, di uomo consapevole e responsabile della propria vita”.

Durante la nostra vita, quindi, ciascuno di noi continua ad attrarre circostanze ed eventi che gli fanno rivivere quella esperienza. “Per risolvere le ferite – continua Virna Tagliaro – la vita ci pone davanti persone o situazioni che apparentemente sono la causa delle nostre ferite. Di fatto, quegli eventi e quelle persone sono lì per farci aprire gli occhi, per ammettere la ferita e risolverla. E’ importante comprendere che gli altri non sono colpevoli del nostro dolore ma a loro volta sofferenti quanto noi per le stesse ferite. La psicosomatica ci dimostra come molti dei problemi di ordine fisico, emotivo o mentale derivino di fatto da queste ferite. Il primo passo da fare è riconoscerle e accettarle come opportunità di crescita e miglioramento”.

Niente di meglio quindi che celebrare la Giornata mondiale contro la violenza delle donne dedicando un tempo a se stesse, condiviso con altre donne, legate dall’intento di richiamare quella profonda saggezza che ci permette di essere donne LIBERE.

Comunicato Stampa

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