La Toscana in prima linea per un nuovo modello di integrazione fra cultura e turismo

SAN GIMIGNANO – La Toscana è in prima linea con tutti gli strumenti di intervento disponbili, a partire da Toscana Promozione che ha organizzato con il Settore museale della Regione una due giorni di riflessione sul tema Turismo culturale: per un nuovo modello di integrazione fra cultura e turismo. Ieri la discussione e’ iniziata al Museo del tesuto di Prato, oggi è proseguita a San Gimignano al Teatro dei Leggieri.

Portando il suo saluto, il sindaco Giacomo Bassi ha sottolineato quanto pesi rispondere alla domanda turistica con tutte le risorse, peraltro cospicue, bloccate dal patto di stabilità. “Ci siamo arresi controvoglia anche all’appalto a privati della gestione dei due poli museali cittadini che volevamo conservare in forma diretta – ha aggiunto -. Ma siamo un sito UNESCO, troviamo di concerto con tutte le altre isitituzioni interessate forme di esenzione per il mantenimento e la manutenzione di un bene considerato dell’umanità”. Da parte sua l’assessore regionale alla cultura Cristina Scaletti ha insistito sulla necessaria sinergia tra turismo e cultura per arrivare ad un prodotto integrato, utile e importante per la nostra economia.San-Gimignano-Piazza-della-Cisterna

“Il turismo toscano vive in simbiosi con la cultura del territorio. La sfida è nella conciliazione di sostenibilità e competitività – ha proseguito l’assessore Scaletti -. La chiave nuova della promozione mira alla passione, all’emozione. Tutti dobbiamo essere parte in causa nel preservare ogni caratteristica del territorio mantenendo la nostra identità; ma anche conciliandola con il nuovo che nasce, soprattutto a livello dell’offerta sul web sempre più forte (dove la Toscana è forte grazie all’apporto di Fondazione Sistema). Occorre perciò offrire livelli alti di scelta legati al simbolo del brand Toscana. Purtroppo a livello politico nazionale la cultura non viene valorizzata insieme al turismo; e se è vero che la cultura va garantita al di fuori di un pur auspicabile ritorno anche economico, occorrono norme generali e nazionali che rendano il sistema capace di rispondere davvero ai bisogni individuati”.

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