Ogm:l’Ue spinge sull’accelleratore per autorizzare il mais Gm 1507

Lo scorso 6 novembre,la Commissione Europea ha presentato al Consiglio dei Ministri una proposta per autorizzare il mais Gm 1507, di proprietà della Pioneer Hi-Bred International.

Una proposta osteggiata sia dalla società civile, e da organizzazioni come Greenpeace, Friends of the Earth Europe, Ifoam Eu Group, Euro Coop e la stessa Slow Food, che avevano espresso il proprio dissenso in una lettera indirizzata al presidente Barroso.

Questo dissenso si basa su motivazioni scientifiche, politiche e giuridiche. Il mais Gm 1507, infatti, è stato sviluppato e progettato per produrre il Bacillus thurigiensis Cry1F, tossina che avrebbe l’obiettivo di contrastare la piralide del mais europea e di essere tollerante all’erbicida glufosinato-ammonio. Entrambi questi tratti devono essere sottoposti a una valutazione scientifica da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che però a oggi non ha ancora espresso un parere sul tratto di tolleranza all’erbicida, in palese violazione dei requisiti giuridici dell’Ue. WIN-113-242-183

Come accade in altre occasioni quando si parla di Ogm, dunque, molte domande da parte dei consumatori europei non possono ottenere risposta. Il mais 1507 – di cui al momento è vietata la coltivazione ma non il consumo nell’alimentazione umana e animale – e innocuo per la nostra salute? Ed è in grado di fornire risposte concrete per la sostenibilità ambientale? Quali sono i suoi benefici reali? Sarà anche vero che chi si schiera contro gli Ogm può apparire “obsoleto” agli occhi di chi li promuove. Ma ai nostri occhi è proprio la tecnologia degli Ogm ad apparire obsoleta. Perché ci fa temere per la nostra salute e per quella dell’ambiente. E perché, finora, non ha fornito risposte soddisfacenti in materia di sostenibilità ambientale.

Quindi, è con grande preoccupazione che guardiamo al percorso dei prossimi mesi e all’appuntamento del prossimo 13 dicembre, la data in cui la Commissione ha chiesto di dibattere la questione con gli Stati membri nella riunione del Consiglio Ambiente. Ed è con grande preoccupazione che guardiamo a dichiarazioni come quelle del Commissario per la salute Tonio Borg: «La sentenza del Tribunale in merito al mais 1507 conferma l’urgenza di conciliare norme di autorizzazione europee rigorose e certe in materia di coltivazione di Ogm con la giusta considerazione dei contesti nazionali. Tre anni fa la Commissione ha presentato una proposta, largamente sostenuta sia dal Parlamento sia dal Consiglio, per superare l’attuale stallo riguardo al processo di autorizzazione. Sollecito pertanto gli Stati membri a adoperarsi per sostenere la proposta della Commissione, in modo che la Presidenza e il Consiglio possano giungere a un compromesso che consenta di far avanzare la proposta sulla coltivazione di Ogm».

Per parte nostra, siamo convinti che di norme rigorose e certe in materia vi sia bisogno. Ma che questo rigore debba prendere tutta un’altra direzione da quella prospettata da Borg .

slowfoodeurope

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