Riciclo solidale,1000 orti in Africa con 10.000 salvadanai in acciaio riciclato

10.000 salvadanai in acciaio riciclato distribuiti in tutta Italia per aiutare il progetto Mille orti in Africa promosso dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus.

I salvadanai realizzati per Mille Orti in Africa sono imballaggi in acciaio, gli stessi che quotidianamente Ricrea assicura al riciclo in tutta Italia evitando che vadano persi in discarica”, spiega Federico Fusari, direttore generale di Ricrea. “Sono un segno tangibile di attenzione per l’ambiente, e in questo contesto anche uno strumento per veicolare un importante messaggio di solidarietà”.

Per Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, possiamo restituire agli africani il diritto al cibo e alla sovranità alimentare. L’Africa rappresenta un osservatorio strategico in cui si concentrano le pressioni che stanno mettendo in crisi il nostro pianeta: le colture estensive per l’esportazione, le multinazionali, l’urbanizzazione. Ecco perché è importante che chi come noi crede che un mondo diverso sia possibile, sostenga questa iniziativa. Ognuno con quello che può, non è importante la cifra, è importante esserci”.

Gli speciali salvadanai d’acciaio, ricavati dal riciclo delle scatolette, barattoli, tappi, fusti e bombolette provenienti dalla raccolta differenziata, negli scorsi mesi sono stati protagonisti nelle più importanti manifestazioni enogastronomiche italiane (organizzate da Slow Food e non), dal Salone del Gusto di Torino a Slowfish a Genova, da Cheese a Bra al Vinitaly di Verona.

Un invito a devolvere anche solo qualche spicciolo a sostegno del progetto che si è già tradotto in un risultato concreto: grazie ai barattoli e ai fusti in acciaio riciclato sono già stati raccolti oltre 16.000 euro per il progetto dei Mille orti in Africa. Inoltre, i salvadanai in acciaio sono stati consegnati a tutte le osterie presenti nella guida ‘Osterie d’Italia’, per essere esposti accanto alle casse invitando così i clienti a una piccola donazione.

Anche tutte le scuole coinvolte nella Festa Nazionale degli Orti in Condotta hanno ricevuto un salvadanaio. In tutto, il Consorzio ha realizzato 10.350 Salvadanai: 350 fusti da 220 litri di capacità (come un contenitore di petrolio) e 10.000 barattoli di taglia più piccola. La raccolta prosegue fino al Salone del Gusto 2014, occasione per tirare le somme dell’intera raccolta.

Non un orto qualsiasi

Gli orti saranno coltivati secondo tecniche sostenibili (compostaggio, preparati naturali per la difesa da infestanti e insetti, gestione razionale dell’acqua) con varietà locali e secondo i principi della consociazione fra alberi da frutta, verdure ed erbe medicinali. L’idea dei “Mille orti in Africa” non è nuova, ma parte da numerose esperienze (agricole e didattiche) già in corso. Esempio ne sono gli orti scolastici realizzati da Slow Food in Kenya, Uganda e Costa d’Avorio.

Cosa significa sostenere questa iniziativa

Il progetto “Mille orti in Africa” garantisce la formazione a contadini e giovani, favorisce la conoscenza dei prodotti locali e della biodiversità, il rispetto dell’ambiente, l’uso sostenibile del suolo e dell’acqua, trasferisce i saperi degli anziani alle nuove generazioni, rafforza lo spirito di collaborazione. Fare un orto, inoltre, significa garantire alle comunità locali la disponibilità quotidiana di cibo sano e fresco, promuovere un’agricoltura sostenibile, migliorare la qualità della vita quotidiana, fare economia.

Da chi saranno gestiti

Gli orti di Terra Madre in Africa saranno gestiti dalle comunità, ma anche da alcuni studenti che si sono laureati all’Università di Scienze Gastronomiche. Diversi giovani africani, infatti, grazie a borse di studio fornite da Slow Food, hanno studiato in Italia presso l’Università di Scienze Gastronomiche e, dopo la laurea, sono ritornati nelle loro comunità. Il progetto “Mille orti in Africa” consentirà ad altri giovani di studiare in Italia e ritornare nel proprio Paese di origine per aiutare le comunità locali a rafforzare la propria economia e tutelare la propria identità culturale.

Come saranno gestiti i fondi

La Fondazione Slow Food per la Biodiversità ONLUS – che consente la deducibilità fiscale sulle donazioni – gestirà i contributi e coordinerà le attività in Africa.

Dove saranno realizzati

Gli orti saranno realizzati prima di tutto nei paesi in cui la rete di Terra Madre è già solida e poi, via via, in tutti gli altri.Attualmente, sono 17 i Paesi coinvolti:

– Capo Verde

– Congo

– Costa dʼAvorio

– Egitto

– Etiopia

– Guinea Bissau

– Kenya

– Madagascar

– Mali

– Marocco

– Mauritania

– Mozambico

– Senegal

– Sierra Leone

– Sudafrica

– Tanzania

– Uganda

Mappa aggiornata a Novembre 2010

per adottare un orto fondazioneslowfood.it

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