Sviluppo sostenibile: dalle ferrovie abbandonate costruiamo una mobilità nuova

Co.mo.do. la confederazione della mobilità dolce, ha lanciato l’idea per il recupero delle ferrovie locali dismesse e abbandonate: creare una rete per la valorizzazione di questi tracciati.

Calcolando che in Italia ci sono circa 2.000 km di ferrovie che versano in uno stato di totale incuria, potrebbero essere ripristinate a fini turistici e rappresentare un’opportunità per costruire una mobilità nuova,sia per il tempo libero che per spostarsi all’interno delle città.

Oltre a queste si si potrebbero aggiungere anche le strade e i percorsi dimenticati, il risultato è una rete di tracciati che attraversano il nostro Paese, chiusi al traffico, alcuni immersi nella natura, altri all’interno del territorio urbano.

Esiste già una proposta di legge,fatta nelle legislature precedenti ma mai arrivata al capolinea – dichiara Anna Donati di Co.mo.do – ora ripresentimao il testo e quello che ci auguriamo è di arrivare all’approvazione”.

La proposta di legge “è soltanto una cornice normativa di tutela per promuovere e sostenere il progetto, i cui punti fondamentali sono tutela dei beni e possibilità di dare in comodato gratuito, alle istituzioni che ne facciano richiesta, le ferrovie abbandonate per promuoverle ma anche per fare di queste dei presidi territoriali di tutela del paesaggio dal dissesto idrogeologico”.

Oggi al progetto aderiscono diverse realtà e associazioni, tra cui Fiab, Wwf e Legambiente. “Il provvedimento base è quello di utilizzare le ferrovie dimenticate, quelle che noi chiamiamo ‘le ferrovie delle meraviglie’ – aggiunge Donati – perché venga o ripristinato il servizio in termini turistici oppure mettendo insieme percorsi ciclabili o da fare a piedi. Il tutto sotto un unico marchio o logo che possa rendere immediatamente riconoscibili questi tracciati”.

Progetto già diventato realtà in Europa, come con le spagnole Greenways, ma anche in alcune esperienze italiane, “come accade con la ‘transiberiana d’Italia’, la ferrovia Sulmona-Carpinone a ridosso del Parco nazionale d’Abruzzo, in parte chiusa, per la quale un’associazione di promozione del turismo su treno sta facendo inziative di grande successo, o con la Asciano-Monte Antico nelle Terer di Siena, con la Avellino-Rocchetta Sant’Antonio o ancora in Lombardia sul lago d’Iseo con il treno blu e inSardegna con il trenino verde”.

Realtà già attive, quello che serve quindi è fare rete e per questo “è necessaria “una collaborazione con Ferrovie dello Stato, in buona parte proprietaria delle ferrovie abbandonate, in disuso o sospese, con gli enti locali e le associazioni turistiche, per dare un messaggio unitario verso a cittadini e turisti”.

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