Tecnologia, arriva l’app del contadino contro lo spreco d’acqua

Nell’era della tecnologia non poteva mancare l’app del contadino a sostegno dell’ambiente e contro lo spreco dell’acqua. Il progetto RisparMia (Riduzione degli Sprechi di Acqua), ha vinto il concorso promosso da Fondazione Italiana Accenture e Collegio di Milano per premiare idee innovative in agricoltura. Presentata da alcuni giovani agronomi del Dipartimento di Scienze Ambientali della Statale di Milano, l’idea si basa sul monitoraggio in continuo dell’irrigazione in un’azienda agricola.

Di cosa si tratta? Grazie all’app installata su smartphone,il contadino potrà sapere in tempo reale se sta consumando troppa acqua per irrigare. L’eccezionale novità sta nell’Utilizzo di sensori e tecnologie a basso costo, come quelle di Arduino e piattaforme web gratuite, facilmente interfacciabili con applicativi mobile, abbattendo così del 90% i costi di sistema simile sin qui diffusi. Grazie a un tensiometro si trasmetteranno in continuo i dati a un computer che li elaborerà e li restituirà all’agricoltore in tempo reale sullo smartphone, consentendogli così di ottimizzare l’utilizzo dell’acqua. Daniele Masseroni, capo progetto RisparMia, classe 1985, assegnista di ricerca Arianna Facchi, Claudio Gandolfi, Edoardo Vannutelli, riceveranno il premio di 30mila euro, in danaro e in consulenza, per farne un’attività in grado anche di produrre occupazione.

E’ importante ricordare che per l’agricoltura,l’acqua è sempre un bene prezioso,infatti da alcuni anni uno dei costi che incide maggiormente sull’economia delle aziende agricole è quello dell’acqua che, oltre ad essere aumentata vertiginosamente di prezzo, scarseggia in alcune parti del nostro territorio.

Le due giurie hanno però voluto assegnare una menzione al progetto ‘Biocompost’, il compostaggio dei sottoprodotti della filiera agricola, presentato da alcuni giovani ricercatori del Dipartimento di Scienze agrarie e ambientali dell’Università di Perugia. Si tratta di un progetto che si applica al compostaggio di scarti agroalimentari (dai reflui oleari alle potature alla paglia) riducendo l’energia, l’uso di fertilizzanti chimici e di risorse non rinnovabili come la torba, e permettendo in questo modo agli agricoltori di risolvere un problema generando reddito.

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