Terra dei fuochi,ecco i verbali desecretati di Carmine Schiavone

L’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati ha desecretato e reso pubblici  i verbali con le deposizioni del camorrista pentito Carmine Schiavone, rilasciati alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti dal 1997 e sui quali vigeva il segreto di Stato.63 pagine di una realtà agghiacciante: traffico illegale di scorie pericolose, fusti di rifiuti tossici interrati nelle cave, coperture politiche e massoniche, l’impatto devastante sulla salute della popolazione e sull’ambiente.

Nel 1997 Schiavone aveva già raccontato tutto, ma quei documenti erano stati secretati.

La decisione è stata presa all’unanimità dall’Ufficio di Presidenza ed è stata resa nota con una dichiarazione di Laura Boldrini:“Esprimo grande soddisfazione per la decisione di togliere il segreto sui contenuti dell’audizione che il collaboratore di giustizia Carmine Schiavone svolse nell’ottobre 1997 alla Commissione bicamerale di inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Si tratta della prima volta che la Presidenza della Camera – senza che questo sia richiesto dalla magistratura – decide di rendere pubblico un documento formato da commissioni di inchiesta che in passato lo avevano classificato come segreto.”

Schiavone cita i nomi dei referenti del clan per gli affari nello smaltimento illegale dei rifiuti,gli stessi imprenditori che continueranno a fare affari con lo Stato negli anni successivi, quando l’emergenza rifiuti diventerà incontrollabile. E che ora sono sotto processo. Cita anche una serie di località nell’hinterland di Napoli e luoghi molto frequentati, a due passi dai centri abitati. I camion delle ecomafie imperversavano poi lungo il litorale domizio. Sotto terra sono finite anche scorie nucleari, venivano interrate di notte e vi si gettava sopra terreno. Insomma, una bomba ambientale che ha fatto ammalare migliaia di persone. “Lo Stato, dunque, da 16 anni, sapeva tutto – dice il parroco di Caivano, don Maurizio Patriciello – E che cosa ha fatto nel frattempo? Sapevamo che tante amministrazioni comunali erano in odor di camorra, ma ignoravamo che lo fossero quasi tutti i comuni del Casertano. Sapere che le la maggior parte delle opere pubbliche, in un modo o nell’altro, dipendevano dalla camorra ci sconvolge. Ma lo Stato? Possibile che abbia abdicato alla sua autorità lasciandoci in balia di questa organizzazione criminosa e violenta? Schiavone, nel 1997, avvertiva che entro 20 anni saremmo morti tutti di cancro. Oggi ci accorgiamo che quelle parole furono una macabra profezia”.

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