I nostri uffici come camere a GAS,ecco perchè

Le ricerche effettuate da esperti del il Cnr dicono di si!All’interno di un ufficio ci sono diversi fattori inquinanti, in primis l’aria che può avere un eccesso di CO2, che pur non essendo pericolosa per l’organismo può comunque portare a una sensazione di sonnolenza e stordimento tanto da ostacolare le attività quotidiane e causare malesseri e malattie.

Negli uffici esaminati in Italia, in inverno, abbiamo rilevato una concentrazione ‘indoor’ di formaldeide, riconosciuto come cancerogeno, di circa 15 microgrammi per metro cubo, all’esterno si ferma a 4 microgrammi. In estate le concentrazioni aumentano e si passa a 18 microgrammi in interno e 9 in esterno. La soglia oltre la quale la formaldeide desta preoccupazione è 10 microgrammi per metro cubo”, spiega all’Adnkronos Rosanna Mabilia, del dipartimento di scienze bio-agroalimentari del Cnr.

I Paesi selezionati per la ricerca sono rappresentativi delle diverse condizioni geografiche e meteorologiche e sono stati scelti gli spazi più standardizzati, cioè quelli con le stesse caratteristiche in tutto il mondo (dai sistemi di climatizzazione alla ventilazione meccanica dell’aria e l’illuminazione artificiale) per avere maggiore uniformità. Le analisi sono state condotte sia in estate che in inverno e le rilevazioni interne sono state effettuate contemporaneamente a quelle esterne. Nessuno degli edifici esaminati ha più di 10 anni di età.

Dopo una prima indagine generica sui 200 edifici, sono stati condotti studi di dettaglio su un numero compreso tra 3 e 8 edifici per ciascuno degli otto Paesi coinvolti e su un numero esteso di inquinanti, in particolare composti organici volatili e aldeidi, in particolare la formaldeide, il più presente negli ambienti confinati. “In tutti i Paesi abbiamo sempre riscontrato che le concentrazioni di inquinanti indoor sono più alte di quelle outdoor”, sottolinea Mabilia.Green-Office-

Ma come sono stati selezionati i composti da analizzare? “L’Oms ha individuato 10 composti che devono essere monitorati per il loro potere cancerogeno e per gli effetti negativi che questi hanno sulla salute, tra cui benzene, naftalene, formaldeide. Oltre a questi, noi abbiamo esteso l’indagine ad un numero superiore di composti, ben trenta, per considerare sia gli inquinanti emessi direttamente da materiali e sorgenti vari, sia quei composti che pur non essendo di per sé dannosi sono particolarmente reattivi e reagiscono all’ozono dando vita a inquinanti dannosi”.

I risultati della ricerca sono particolarmente allarmanti “se si considera che passiamo la maggior parte della nostra giornata in ufficio e che una percentuale significativa della popolazione degli Stati membri dell’Ue lavora quotidianamente negli uffici, percentuale destinata ad aumentare in futuro”, aggiunge la ricercatrice del Cnr. Di conseguenza l’Indoor Air Qualità (Iaq) negli uffici è una questione di fondamentale interesse poiché riguarda la salute e la produttività dei lavoratori e perché esistono ancora molte incertezze su come affrontare la questione nel contesto delle assicurazioni per quanto riguarda i casi di malattia in questi ambienti.

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