Maltempo:Basilicata la terra dimenticata da tutti

Circa 200 sfollati,un morto,case allagate e strade impraticabili, intere zone isolate, sono dati che fanno paura, ma non fanno notizia. Ancora una volta i tg nazionali, concentrati sui disastri della politica, trascurano quelli naturali, o perlomeno alcuni. E così, a quasi due mesi dall’alluvione dimenticata di ottobre, la natura è tornata a scatenarsi con violenza sul nostro territorio, che porta ancora pesantissimi segni di devastazione, con strade interrotte, danni alle coltivazioni, disagi e paura tra la gente, agriturismi semideserti per le difficoltà nel raggiungerli. Problemi di cui l’informazione non si cura, liquidando il tutto con un trafiletto a bordo pagina, presto dimenticato per lasciare spazio ad altre notizie.

E intanto qui la gente deve farsi forza ed affrontare da sola difficoltà sempre crescenti, lontana non solo dall’attenzione dell’opinione pubblica, ma soprattutto da quella delle istituzioni, che da due mesi a questa parte niente hanno fatto per aiutare questa terra a riprendersi dai danni subiti, negando persino il riconoscimento dello stato di calamità naturale ad una Regione che ha riportato i danni maggiori nel settore agricolo, a causa delle inondazioni, e turistico per i continui danni alla viabilità, che rendono sempre più complicati gli spostamenti non solo all’interno, ma anche all’esterno della Basilicata (viaggi in treno o in autobus da odissea, ma questa è un’altra storia).mareggiata-basilicata

Nell’Italia delle continue emergenze forse proprio questa è diventata la normalità, vivere sempre in stato di allerta e temere il peggio ogni volta che il cielo si annuvola, cercando di limitare il più possibile i danni. E tra la gente, dopo la paura, il sentimento prevalente sembra proprio essere la rassegnazione e la sensazione che l’attesa perché qualche risposta dalle istituzioni finalmente arrivi sarà piuttosto lunga; lo sanno bene i cittadini di Craco che da quasi un anno sono costretti a percorrere percorsi alternativi forse più pericolosi della stessa strada chiusa ormai nel lontano febbraio e che, beffa oltre al danno, diventano sempre più impraticabili ogni volta che piove, lo sanno i cittadini di Marconia e delle campagne circostanti, che ogni ondata di maltempo lascia sempre più isolati, lo sanno i cittadini di Bernalda, di Metaponto, di Pisticci, di tutte quelle zone dove tra un’emergenza e l’altra nulla cambia e i disagi aumentano, tutto nel silenzio e nell’indifferenza generale. E intanto si resiste e si va avanti, ma ci chiediamo ancora per quanto? Questa è solo una delle tante domande che finora non hanno trovato risposta.

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