Papa Francesco,un appello per la pace in Siria,Africa e Terra Santa

La vera pace, ha detto Papa Francesco,non è un equilibrio tra forze contrarie,non è una bella facciata, dietro alla quale ci sono contrasti e divisioni. La pace è un impegno di tutti i giorni – la pace è “artigianale” – e si porta avanti a partire dal dono di Dio, dalla sua grazia che ci ha dato in Gesù Cristo. Guardando il Bambino nel presepe, pensiamo ai bambini che sono le vittime più fragili delle guerre, ma pensiamo anche agli anziani, alle donne maltrattate, ai malati,alle guerre che spezzano e feriscono tante vite.

Troppe vite sono state spezzate negli ultimi tempi in Siria, ha detto il Papa, «fomentando odio e vendetta. Continuiamo a pregare il Signore perché risparmi all’amato popolo siriano nuove sofferenze e le parti in conflitto mettano fine ad ogni violenza e garantiscano l’accesso agli aiuti umanitari». «Abbiamo visto quanto è potente la preghiera!», ha aggiunto Bergoglio con un riferimento implicito al digiuno e alla veglia di ottobre. «E sono contento – ha aggiunto – che oggi si uniscano a questa nostra implorazione per la pace in Siria anche credenti di diverse confessioni religiose. Non perdiamo mai il coraggio della preghiera! Il coraggio di dire: Signore, dona la tua pace alla Siria e al mondo intero». «E anche invito – ha detto lasciando da parte il testo scritto – i non credenti a desiderare la pace, con il loro desiderio, quel desiderio che allarga il cuore».

Francesco ha chiesto pace per la Repubblica Centroafricana, «spesso dimenticata dagli uomini. Ma tu, Signore, non dimentichi nessuno! E vuoi portare pace anche in quella terra, dilaniata da una spirale di violenza e di miseria, dove tante persone sono senza casa, acqua e cibo, senza il minimo per vivere». Ha implorato la concordia nel Sud-Sudan, «dove le tensioni attuali hanno già provocato troppe vittime e minacciano la pacifica convivenza di quel giovane Stato».

Ha chiesto a Dio di convertire «ovunque il cuore dei violenti perché depongano le armi e si intraprenda la via del dialogo». Ha citato la Nigeria, «lacerata da continui attacchi che non risparmiano gli innocenti e gli indifesi». Ha chiesto una benedizione per la Terra Santa, auspicando un «felice esito» per i negoziati di pace tra israeliani e palestinesi. Ha pregato perché siano sanate «le piaghe dell’amato Iraq, colpito ancora da frequenti attentati».

Il Papa ha quindi implorato a Dio protezione per «quanti sono perseguitati a causa del tuo nome». «Dona speranza e conforto ai profughi e ai rifugiati, specialmente nel Corno d’Africa e nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Fa’ che i migranti in cerca di una vita dignitosa trovino accoglienza e aiuto. Tragedie come quelle a cui abbiamo assistito quest’anno, con i numerosi morti a Lampedusa, non accadano mai più!».

Francesco ha quindi chiesto al Bambino di Betlemme di toccare il cuore di quanti «sono coinvolti nella tratta di esseri umani, affinché si rendano conto della gravità di tale delitto contro l’umanità. Volgi il tuo sguardo ai tanti bambini che vengono rapiti, feriti e uccisi nei conflitti armati, e a quanti vengono trasformati in soldati, derubati della loro infanzia». E ha pregato per il nostro pianeta «che spesso la cupidigia e l’avidità degli uomini sfrutta in modo indiscriminato. Assisti e proteggi quanti sono vittime di calamità naturali, soprattutto il caro popolo filippino, gravemente colpito dal recente tifone».

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