Referendum Acqua, via ai rimborsi sulla bolletta

Via ai rimborsi, sulla bolletta idrica, come effetto di un referendum del 2011 : parte della tariffa cosiddetta di “remunerazione del capitale investito”, addebitata nelle bollette fino a tutto il 2011.
Ma di che si trattava? La “remunerazione del capitale investito” (calcolata al 7% dello stesso), faceva gravare sugli utenti una sorta di copertura dei costi di investimento, a prescindere che gli stessi derivassero da fonti esterne (prestiti) o da risorse interne (capitale proprio). Formalmente si trattava di una copertura dei rischi della gestione, ovvero dei rischi che i costi superassero quelli preventivati e/o che i ricavi fossero inferiori. Nella realta’, come si vede valutando il metodo di calcolo dei rimborsi, una parte di questi introiti costituiva in alcuni casi (se i costi effettivi risultavano poi inferiori ) un vero e proprio utile per i gestori.
Ma, come se gia’ non bastasse il referendum, l’illegittimita’ del prelievo e’ stata poi sancita anche dal Consiglio di Stato (parere n.267 del 23/1/2013) e dal Tar della Toscana (sentenza n.436 del 21/3/2013); quest’ultima, nello specifico, ha annullato il piano tariffario 2011-2013 approvato dall’Autorita’ d’ambito (ATO) della Toscana nel Dicembre 2011 senza tener conto della volonta’ referendaria e del successivo Dpr.
L’abrogazione effettiva, pero’ c’e’ stata solo a Gennaio 2012, precisamente dopo 163 giorni dall’entrata in vigore del Dpr 116/2011. Quindi i gestori idrici, per questi 163 giorni, hanno continuato a percepire illecitamente questi introiti.
Per tale periodo (dal 21/7 al 31/12/2011) l’Autorita’ garante per l’energia ed il gas (AEEG) ha previsto il rimborso degli addebiti. Il criterio adottato considera non rimborsabili i costi effettivamente sostenuti dal gestore per gli investimenti (interessi, tasse, accantonamenti), ed e’ per questo che i rimborsi sono diversi da gestore a gestore.
Dopo un primo periodo di istruttoria, verifica ed approvazione, l’AEEG ha dato il via ai primi rimborsi che dovranno avvenire nella prima bolletta utile. Alcuni gestori rimborseranno prima perche’ hanno gia’ adempiuto alle informazioni all’utenza; altri, invece, hanno 30 giorni per rimettersi in regola. Se la regolarizzazione non avviene, i rimborsi partono comunque, calcolati con un metodo forfettario e piu’ a favore dell’utente (considerando anche parte dei costi effettivi).

Per quanto riguarda la Toscana, l’Autorita’ d’ambito (AIT) ha gia’ approvato gli importi dei rimborsi:
– euro 4,55 per ogni utente Acque
– euro 0,37 per ogni utente Acquedotto Fiora
– euro 2,28 per ogni utente Asa
– euro 0,79 per ogni utente Gaia
– euro 1,29 per ogni utente Nuove Acque
– euro 5,36 per ogni utente Publiacqua

Una nota: per il 2012 e il 2013 l’Autorita’ AEEG (3) ha creato una voce tariffaria denominata “costo della risorsa finanziaria” precisando che nel rispetto della norma, e della pronuncia referendaria che l’ha in parte cambiata (d.lgs.152/2006 art.154), debba coprire i costi effettivi, pur riferiti agli investimenti. Molti hanno visto, in questo, una sorta di rientro dalla finestra di cio’ che era uscito dalla porta.

(1) Delibera AEEG 561/2013 del 5/12/2013 emessa a seguito della Delibera 273/2013 del 25/6/2013
(2) Tale addebito e’ stato abrogato grazie ad un referendum del Giugno 2011, il cui risultato e’ stato proclamato formalmente a partire dal 21/7/2011 con l’entrata in vigore di una legge (Dpr 116/2011) che ha abrogato la norma che prevedeva l’addebito (D.lgs.152/2006 art.154 comma 1).
(3)  Delibera AEEG 585/2012

AUDUC

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