rifiuti elettronici,l’Onu lancia l’allarme

Negli ultimi 5 anni i rifiuti elettronici aumenteranno del 33%, pari a tre quarti dell’Equatore. Questa la previsione dell’Onu, che nel rapporto Solving the E-Waste Problem (StEP) illustra dati e propone soluzioni.

Lo scorso anno si sono prodotti circa 48,9 milioni di tonnellate, quasi 7 kg a persona. Un numero altissimo che, secondo lo studio, nel 2017 dovrebbe aumentare fino a 65,4 milioni. I rifiuti che si possono classificare come “elettronici” sono tv, cellulari, computer, elettrodomestici. I paesi che hanno prodotto di più nel 2012 sono stati Cina e Stati Uniti. Rispettivamente primo e secondo paese più ricco del mondo, quanto ai rifiuti la Cina supera l’America.

Spesso i rifiuti-di varie tipologie e dimensioni- vengono portati in Africa. Non sempre però in maniera legale, tanto che l’Onu afferma che dietro questa pratica ci sono le organizzazioni criminali. Cosa fare allora per migliorare la situazione? Senz’altro puntare sul riciclo e attuare politiche ecosostenibili, anche se non è facile visti i veti di certe nazioni. Esempi di inconcludenza nel settore dell’ambiente sono state la Conferenza sul clima svoltasi a Varsavia lo scorso novembre e, per certi versi, anche quella del 2010 a Cancun. Intanto anche fra i paesi più ricchi, c’è chi è indietro nel riciclaggio del materiale elettronico: negli Usa solo 25 stati hanno iniziato le procedure per lo smaltimento.

Matteo Melani

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