Terra dei Fuochi,bruciare rifiuti diventa reato

Pugno di ferro del governo,bruciare rifiuti diventa reato e chi appicca roghi a cumuli di rifiuti tossici abbandonati rischia da due a cinque anni di carcere. “Non era mai accaduto prima”, ha commentato il premier Enrico Lettta,oggi per la prima volta le istituzioni affrontano il tema della cosiddetta ‘Terra dei fuochi’ da tutti i punti di vista, sia ambientale sia sanitaria sia del territorio e del rilancio economico delle produzioni del territorio, oltre che della salute delle persone“.

Il decreto si occupa anche della questione Ilva – spiega Legambiente- il testo dovrebbe ”semplificare le procedure e ridurre i tempi previsti per l’esame degli interventi necessari alla piena attuazione dell’Aia, oltre che a rendere utilizzabili i beni sequestrati alla famiglia Riva per la gestione commissariale”. La denuncia in proposito è del Co-portavoce dei Verdi Angelo Bonelli che annuncia: “C’è una norma del decreto sull’Ilva che contiene la sospensione delle sanzioni per le prescrizioni ambientali è assolutamente incostituzionale perché subordina in maniera inaccettabile la vita e la salute alla produzione. Mai ci saremmo aspettati che si potesse giungere a superare questo limite con una norma che non solo garantisce l’impunità a chi inquina ma abbandona i cittadini di Taranto a subire le drammatiche conseguenze dell’inquinamento”. Secondo Bonelli, a beneficiare delle sospensioni saranno tutti gli impianti di importanza strategica, tra cui anche la ferriera di Trieste. “Con questo decreto si vuole garantire un periodo transitorio che secondo la struttura commissariale dovrebbe durare almeno 3 anni, periodo nel quale, da quello che abbiamo compreso non sarà possibile garantire la conformità degli impianti dell’Ilva alla legge. Di fatto si tratta di un decreto che consente nei prossimi anni la libertà d’inquinare“.

Tra gli altri elementi contenuti c’è anche la catalogazione delle aree no-food prevista per quei terreni in cui non sarà consentito l’accesso dell’autorità giudiziaria. “Ovviamente, – dice il ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo – una volta acconsentiti i controlli e verificati i terreni, le stesse aree potrebbero uscire dalla lista no-food”. Gli interventi saranno coordinati tra i vari ministeri e la stessa Regione Campania, presente al consiglio dei Ministri con il governatore Stefano Caldoro. Una “risposta senza precedenti” per contrastare “un’emergenza che si è protratta per troppo tempo, forse decenni”, continua Enrico Letta. Ed è per questo che si è scelto di intervenire con un decreto, anche per “recuperare il tempo perduto“. L’iniziativa mira alla salvaguardia “ambientale e sanitaria” e a un “rilancio economico delle produzioni di quei territori. E’ chiaro – conclude il primo ministro – che il primo tema è la salute delle persone”.

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