Verde verticale, un modo di ri-vedere la città

Un giardino verticale oltre che a produrre un sorprendente, spettacolare e curioso effetto estetico, produce una serie di benefici molto interessanti, paragonabili a quelli dei giardini pensili:

  • protezione delle superfici dai raggi solari e dagli effetti dell’acqua piovana;
  • isolamento termico e barriera di protezione dal vento, con conseguente risparmio energetico;
  • miglioramento del microclima, con abbassamento della temperatura esterna: durante le ore notturne la vegetazione previene la perdita di calore, mentre nelle ore diurne, grazie all’attività di traspirazione delle piante, assorbe calore, mantenendo la costruzione più fresca;
  • isolamento acustico;
  • miglioramento della qualità dell’aria, poiché le piante assorbono anidride carbonica, producono ossigeno e talune specie assorbono le polveri sottili e le sostanze nocive;
  • miglioramento dell’aspetto estetico e riduzione dell’impatto visivo;
  • ricostituzione dell’equilibrio ecologico: si ricreano habitat ideali per piante e uccelli, insetti, ecc;

Il verde verticale è utilizzato anche all’interno delle costruzioni, e ricordiamo come sia ormai noto che le piante in spazi abitativi e luoghi pubblici come uffici, ospedali e scuole, abbiano un’influenza positiva sulle persone sia a livello fisico che psicologico (senza ridurre lo spazio interno dei locali), innegabile connessione ancestrale del subconscio umano con la natura.

Iniziative a Pistoia e Firenze:

Un progetto (già selezionato dalla Regione Toscana per il settimo programma quadro europeo nella ricerca) che coinvolge – fra studenti, ricercatori e consulenti – un centinaio di persone attorno a un think-tank (CrossingLab) dell’Università di Firenze e a importanti istituzioni internazionali fra cui la Ecole Nationale Superieure d’Architecture di Montpellier e la tedesca Hoch Schule Muenchen insieme ad eccellenze toscane come l’Accademia dei Georgofili e la Società Toscana di Orticoltura.

Proprio su iniziativa di Crossing Lab, tra Pistoia e Firenze si svolge nella giornata di oggi “GreenUP! a Smart City event”: progetto multidisciplinare curato dal gruppo fiorentino con i professori Giacomo Pirazzoli (architetto) e Paolo Grossoni (biologo vegetale).

Oltre a un volume (in cui vengono presentati otto progetti sul “verde verticale” fra Firenze e Vancouver, New York e Copertino in provincia di Lecce), affiancato da un e-book e da un sito web (www.crossinglab.com), ci sarà spazio per un film (“The fruit hunters”, di Yung Chang, documentario statunitense del 2012 sui cacciatori di frutti esotici) e per un video (“GreenUp-a Smart City” dell’italiano Filippo Macelloni – già noto per il suo “Silvio Forever”) con disegni di Agnese Matteini e tracce sonore della californiana Theresa Wong, presentato da Silvia Lucchesi).

“E’ un modo di ri-vedere la città attraverso l’interazione tra verde orizzontale esistente, verde verticale e funzioni urbane” – così Giacomo Pierazzoli sintetizza il concetto di Green Up. “E’ una infrastruttura verde, leggera e diffusa, una sorta di “viral green”, che si insinua nella città creando percorsi alternativi. Un verde verticale – tiene a sottolineare – che non è decorativo; verde sostenibile, a costo ragionevole e con una doppia funzione concreta: sia coltivazione di frutta e verdura sia occasione per disinquinare trattenendo polveri e particolato.

Film e documentario vengono presentati a Firenze nel Cenacolo di Sant’Apollonia dalle ore 16 di oggi. Seguirà (dalle ore 18:15) un confronto su Green Up e Smart City. Dopo le introduzioni di Stella Targetti, Marco Bellandi, Vannino Vannucci e Franco Scaramuzzi (vicepresidente Regione Toscana con delega alla ricerca, prorettore UniFirenze, presidente Distretto Vivaisti di Pistoia, presidente Georgofili) ne discuteranno Isabella dalla Ragione, Francesco Ferrini, Stefania Marcini coordinati da Marco Masi.

Segue un “greencocktail a km0” e (ore 21) la proiezione di “God save the green” : documentario che racconta storie di persone che, attraverso il verde urbano, “hanno dato un nuovo senso alla parola comunità ed allo stesso tempo hanno cambiato in meglio il tessuto sociale e urbano in cui vivono”. Dall’ultimo giardino in uno dei più popolati quartieri di Casablaca (Marocco) alle coltivazioni idroponiche gestite da un gruppo di donne a Teresina (Brasile); dagli orti comunitari in Berlino (Germania) alle coltivazioni dentro i sacchi nella bidonville di Nairobi (Kenya) ai giardini pensili in Torino e Bologna (Italia). Un “affresco di un mondo che attraverso il verde urbano ha ridefinito la propria esistenza”.

L’iniziativa si apre a Pistoia, alle ore 10, presso la sede di “Vannucci Piante“: dopo il saluto del sindaco e la visita al “Pistoia Nursery Park”, verranno presentati i lavori prodotti dagli studenti di Firenze e dai colleghi di Berlino.

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