Vivisezione,una fonte tutta d’oro

È ovvio che un cancro sperimentale, innestato di proposito in un animale, è molto diverso da un cancro spontaneo che si forma da sé e per di più nell’uomo. Un cancro che insorge spontaneamente ha un intimo rapporto con l’organismo che lo ha sviluppato, e forse anche con la psiche, laddove cellule cancerose impiantate in un organismo estraneo non hanno alcun rapporto con tale organismo, il quale funge semplicemente da terreno per la coltura di quelle cellule.

Tuttavia il terrore, abilmente sfruttato, che suscita questo male è diventato un’inesauribile fonte di guadagno per i ricettatori biologici:

UNA FONTE TUTTA D’ORO

Intanto è lo spauracchio del cancro che si è rivelato come una delle più forti armi dei vivisezionisti. In una recente conferenza all’Università del Wisconsin lo scienziato americano Howard M. Temin ha così inquadrato il problema:

«Anche gli scienziati desiderano danaro, potere, pubblicità e prestigio, per cui alcuni promettono rapide cure purché ricevano più potere e più danaro; e c’è un grande vantaggio in un’asserzione come questa: Se mi date 500 milioni di dollari per i prossimi cinque anni, io curerò il cancro».

Al termine di cinque anni costui può dire che ormai è in procinto di risolvere il problema e che sarebbe inumano negargli altri 500 milioni di dollari. A furia di rimandare il termine di consegna, chi fa le promesse finirà un bel giorno con l’aver ragione, come gli stregoni africani che si fanno pagare promettendo la pioggia.

Ma proprio riguardo al cancro ci sono delle serie ragioni per credere che la pioggia non verrà.

È ovvio che un cancro sperimentale, innestato di proposito in un animale, è molto diverso da un cancro spontaneo che si forma da sé e per di più nell’uomo. Un cancro che insorge spontaneamente ha un intimo rapporto con l’organismo che lo ha sviluppato, e forse anche con la psiche, laddove cellule cancerose impiantate in un organismo estraneo non hanno alcun rapporto con tale organismo, il quale funge semplicemente da terreno per la coltura di quelle cellule. Stop-Vivisezione

Tuttavia il terrore, abilmente sfruttato, che suscita questo male è diventato un’inesauribile fonte di guadagno per i ricettatori biologici: nel corso dell’ultimo secolo, il cancro sperimentale si è rivelato una fonte tutta d’oro.

Già nel 1773 l’Accademia di Scienze di Lione conferì un premio per il miglior saggio sul tema “Che cos’è il cancro?” Vincitore risultò un Bernard Peyrilhe, che descrisse il primo esperimento che si conosca in cui si è riusciti a inoculare a un cane del “fluido canceroso” da un cancro alla mammella.

Nel 1912, a Copenaghen, un certo Fibiger riuscì per la prima volta a produrre sperimentalmente un cancro in cellule sane, procurando a topi e ratti cancri allo stomaco e alla lingua, il che fu considerato un grande successo scientifico.

Da allora, simili “successi” si sono moltiplicati, ammontano ormai non a milioni ma a miliardi gli animali che si è riusciti a far morire lentamente di vari tipi di cancro, uno diverso dall’altro. È solo quando si tratta di trovare una cura che il successo rimane allo stato di promessa; così anche allorché, un paio di anni fa, lo Sloan-Kettering Institute statunitense decise di risolvere di forza il problema e provò su milioni di animali 40.000 sostanze chimiche diverse.

Una delle ultime notizie sensazionali è del settembre 1972, quando l’agenzia americana UPI si affrettò a propagare la buona novella che lo zoologo Michael Hanna Jr., immunologo presso il Laboratorio Nazionale di Oak Ridge, Tennessee, aveva “definitivamente” trovato il modo di curare il cancro. Poi ci si accorse ancora una volta che l’uomo non reagisce come le cavie, per cui è tuttora in attesa di una cura…

Occorrerà ritornare sul problema del cancro verso la fine di questo trattato, che purtroppo conterrà brutte notizie per tutti.

tratto da: Imperatrice Nuda al capitolo “UNA FONTE TUTTA D’ORO”

http://www.hansruesch.net/articoli/Imperatrice%20Nuda%20(1976).pdf

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