Alpenround 2014, 50 passi alpini da scalare in un anno

Scalare 50 fra i passi più famosi delle Alpi,dal Tourmalet al Pordoi, passando naturalmente per il Galibier e lo Stelvio. E’ questo l’obbiettivo,per aiutare la piccola Martina a scalare la sua salita. Alpenround è sicuramente una sfida per appassionati di ciclismo che amano la natura, l’amicizia e le sfide impegnative.

Raggiungere la vetta di un passo alpino è un’emozione che non ha eguali, la soddisfazione e l’orgoglio ti riempiranno il cuore alla vista del cartello che segna il termine della salita e della fatica,qui di seguito puoi trovare i passi ecco la lista. Un’impresa alla portata del professionista, come del principiante, perché non viene calcolato alcun tempo in salita: ciò che conta è soltanto la voglia di superare se stessi. Vincerà chi avrà scalato più montagne entro il 30 ottobre 2014.Per completare le salite ciascuno potrà regolarsi come preferisce: tentare l’attacco in solitaria oppure unirsi a compagni occasionali nell’Alpenround World Tour, una serie di tappe che mirano a conquistare alcune delle cime previste nell’arco dei prossimi mesi. Per chi si vuole preparare bene e per i più «timidi» c’è anche Larioround, la scalata alle 10 vette che circondano il Lago di Como, fra le quali lo storico Ghisallo e il temibile Muro di Sormano.

Oltre a quello personale esiste però un obiettivo più grande da raggiungere tutti insieme: aiutare Martina, una splendida bambina affetta dalla Sindrome di West, rara forma di epilessia infantile che colpisce un bambino su 150mila a ricevere cure adeguate in una clinica neurologica specializzata in Florida. Per questo l’iscrizione è subordinata al pagamento della quota individuale di 10 euro che verrà interamente devoluta in beneficienza a Martina per le cure a cui dovrà essere sottoposta (www.aiutiamomartina.it).

Perché, come dice la mamma di Martina, «si rimane sempre ammirati davanti alla tenacia e alla forza di volontà che hanno gli sportivi, soprattutto i ciclisti, quando devono affrontare delle tappe dure e lunghissime: è un po’ come la forza e la costanza che servono per affrontare le sfide quotidiane con la disabilità».
fonte:ilsole24ore.com

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