Creme sbiancanti, L’Aifa lancia l’allarme, gravi danni per la salute

Apparire e mantenersi giovani con una pelle perfetta e’ sempre stato un desiderio delle donne giapponesi. Specialmente se la cute rimane chiara, ai limiti del bianco. Questa tendenza sembra ora spingere anche in Italia molte immigrate a ricorrere a creme sbiancanti – originali o ‘taroccate’ – con il rischio di incappare in prodotti irregolari o contraffatti, e in danni per la salute anche gravi. “Nel corso delle attività di controllo effettuate dagli uffici di sanità frontaliera e delle dogane, è stata rilevata e segnalata la crescente diffusione delle creme sbiancanti anche nel nostro Paese. Nell’ultimo anno ne sono state individuate 36 tipologie diverse, nei bagagli di viaggiatori provenienti dall’Africa”. Lo segnala all’Adnkronos Salute Domenico Di Giorgio, dirigente Unità prevenzione della contraffazione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che al tema ha dedicato un seminario nei giorni scorsi sui rischi per la salute legati a un uso improprio, in collaborazione con l’Usmaf di Roma-Fiumicino.

“Tra i prodotti rinvenuti in carichi di merci o nei bagagli dei passeggeri, siamo riusciti a intercettare anche centinaia di prodotti alla volta, sia medicinali la cui commercializzazione in Italia è regolarmente autorizzata ma ‘mascherati’ da cosmetici, sia farmaci fabbricati legalmente nel nostro Paese ma destinati esclusivamente all’esportazione verso i mercati extra-Ue, che rientravano attraverso canali illegali”. E ancora: “Copie contraffatte o prodotti fuorilegge, con sulle confezioni nomi che imitano i marchi commerciali di creme fabbricate in Italia e riportano la dicitura ‘prodotto italiano’ o ‘made in Italy”, spiega Di Giorgio. Insomma, dai controlli mirati sui transiti ormai si trova di tutto e di più.

Si tratta di “prodotti destinati ad essere smerciati nei negozi etnici e in quelli frequentati dalle comunità del Senegal, della Costa d’Avorio, della Nigeria”, prosegue l’esperto. La pratica dello sbiancamento cutaneo, ricorda, è diffusa in molti Paesi per ridurre l’intensità della pigmentazione di una cute naturalmente scura. Il miraggio di un effetto ‘Michael Jackson’ porta così molte donne a ricorre a un uso “continuo e prolungato di medicinali o attivi tossici. I prodotti utilizzati sono disparati, contengono una grande varietà di principi attivi, spesso associati tra loro, e vengono presentati per lo più in forma di creme che, in diversi Stati extraeuropei, sono distribuite come cosmetici oppure vendute attraverso canali non regolati dalle norme sanitarie e che, non di rado, entrano a far parte di commerci decisamente illegali”.

“Da una recente ricerca – prosegue l’esperto – si è visto che il 40% delle immigrate in Italia dice di usare questo tipo di prodotti. Dunque si capisce che la nicchia di mercato esiste ed è molto interessata a queste creme”. Ma quali sostanze sono impiegate per schiarire la pelle? “Si va da alcune certamente velenose, come il mercurio, a quelle che, invece, sono regolarmente autorizzate come ingredienti di medicinali dermatologici”, precisa l’Aifa. Tra queste ultime, sono molto utilizzati per la loro capacità di ridurre la pigmentazione cutanea e, quindi, con finalità estetiche improprie e pericolose, i farmaci “appartenenti alla famiglia del cortisone e, soprattutto, quelli a lunga durata d’azione ed elevata potenza, quali il clobetasolo o il betametasone – ricorda l’Aifa – Nel nostro Paese e in tutta l’Unione europea, questi medicinali sono prodotti e commercializzati nel rispetto delle rigorose regole comunitarie dettate a difesa dei cittadini”. Ma questo non vale per i prodotti importati illegalmente.

Le creme sbiancanti introdotte illecitamente in Italia, infatti, pur contendo corticosteroidi o altri componenti pericolosi non sono registrate come medicinali nei Paesi di provenienza, ma sono generalmente vendute e acquistate come semplici cosmetici o prodotti di libera vendita. Se prive di Aic, si tratta di creme per cui è vietata l’importazione. “Inoltre l’applicazione delle preparazioni su superfici corporee molto estese, quotidianamente ripetute e prolungate per mesi o anni, e il frequente ricorso a prodotti di scarsa qualità espone a conseguenze anche molto gravi per la loro salute”, evidenziano gli esperti dell’Agenzia del farmaco.

E’ il caso di creme a base di corticosteroidi – medicinali efficaci e sicuri se impiegati secondo prescrizione medica – usate in modo improprio. “Possono causare danni rilevanti non solo a livello cutaneo, quali iperpigmentazione, ipertricosi o comparsa di strie cutanee simili a smagliature, ma anche a carico dell’intero organismo: diabete, ipertensione arteriosa o malfunzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, per gli effetti sistemici derivanti dall’assorbimento cronico del principio attivo”.

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