Giochi Olimpici di Sochi,haker russi pronti a colpire

Allarme attacchi informatici ai Giochi Olimpici Invernali di Sochi.Gli hacker russi sono considerati dagli esperti del “settore” i più temibili al mondo.A lanciare l’allarme l’emittente televisiva NBC “Ci sono state anche alcune segnalazioni circa minacce alle infrastrutture IT dei Giochi Olimpici provenienti da hacker politicamente motivati, riconducibili principalmente a due categorie principali”.

Da una parte gli attacchi amatoriali, spesso opera di ragazzini che per idealismo o voglia di notorietà potrebbero cercare di mettere fuori uso l’infrastruttura dei Giochi con un attacco DDoS o deturpare con immagini e scritte i siti internet delle Olimpiadi. Dall’altra, la minaccia portata da organizzazioni di hacker altamente qualificate, composte da ingegneri informatici o esperti di sicurezza. Non si fa cenno, fra le minacce segnalate da Kasperky alla possibilità di un terzo tipo di spionaggio che potrebbe caratterizzare i Giochi: quello di stampo governativo.

Tempo fa, documenti scovati da due giornalisti russi, Andrei Soldatov and Irina Borogan, e divulgati dal Guardian , facevano riferimento all’intenzione dei servizi russi di monitorare in modo capillare tutte le comunicazione elettroniche nel corso dei Giochi. Una ricostruzione definita esagerata dai russi. Ma un divertente siparietto di cui si è reso protagonista il vice primo ministro Dmitry Kozak, narrato ieri dal Wall Street Journal, sembra suggerire che la vigilanza sia ancora più capillare di quanto immaginato. Pur di difendere l’immagini degli hotel dove sono alloggiati i giornalisti, accusati da molti reporter di non fornire un servizio esattamente di prima classe, specie per quanto riguarda l’erogazione dell’acqua, il politico ha spiegato che “i video di sorveglianza a degli hotel mostrano persone che aprono la doccia, indirizzano il getto verso il muro e poi lasciano la stanza per tutto il giorno”. Davvero riprovevole. Certo, se avessero saputo di essere sotto osservazione anche alla toilette, i giornalisti stranieri si sarebbero comportati ben diversamente.

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