Il Mondo rischia il Black out generale, ecco perchè

Viviamo in una società sempre più dipendente da dispositivi tecnologici e un consumo esagerato di energia elettrica,potrebbe generare black out sempre più frequenti.Questo è quanto è emerso da uno studio curato da Steve Matthewman professore di sociologia dell’ University of Auckland e Hugh Byrd docente di architettura all’ University of Lincoln: l’aumento della popolazione mondiale e la carenza di investimenti sulle reti saranno fattori determinanti delle interruzioni di elettricità a livello globale.

Nella ricerca si evidenzia che il diffondersi dei condizionatori d’aria e del potenziale sviluppo del mercato dell’auto elettrica in quanto elementi in grado di provocare una pressione supplementare sui sistemi di trasmissione e distribuzione dell’energia. Soffermandosi sul primo aspetto, soprattutto negli Stati Uniti, campioni indiscussi in questo campo, l’impatto sui consumi elettrici ha assunto un carattere rilevante. In proposito, le statistiche sono molto eloquenti. La domanda di elettricità relativa al settore dei condizionatori d’aria rappresenta il 20% dei consumi di energia nazionale e il 13% dei consumi commerciali, numeri che nel complesso equivalgono al totale della domanda di elettricità dell’intero continente africano.

Nel giro di venti anni l’amministrazione Usa prevede un’ulteriore espansione del 22% dei consumi elettrici dovuta agli impianti di raffreddamento utilizzati a scopi aziendali. Nessuna sorpresa, notano gli autori, nel constatare che in questo paese dal 1990 in poi i black out tendono a verificarsi nella stagione estiva piuttosto che nei mesi invernali.

Ma la situazione diventa ancora più preoccupante guardando agli scenari del mercato globale. La regione Asia-Pacifico è quella dove si è verificata la maggiore crescita. In Cina i condizionatori d’aria già costituiscono il 20% del consumo di energia elettrica nazionale mentre in India le vendite di climatizzatori sono aumentate ad un tasso annuale del 20%.Per quanto riguarda l’auto elettrica, è previsto in prospettiva un suo forte sviluppo con conseguenze in termini di rafforzamento della dipendenza da tecnologia basata sull’energia elettrica. Sia l’Agenzia internazionale dell’energia che la Banca mondiale stimano un cospicuo incremento della produzione di vetture elettriche nei prossimi anni.

Steve Matthewman e Hugh Byrd citano nel testo la valutazione di Stan Cox secondo cui anche se i veicoli in circolazione fossero sostituiti da modelli efficienti i consumi delle nuove automobili sarebbero pari al doppio dell’elettricità impiegata per il funzionamento di tutti gli impianti di aria condizionata installati.In una realtà dominata dal prevalere di dispositivi che richiedono elettricità è indispensabile mantenere un’erogazione stabile e non discontinua di energia. Nella società digitale le interruzioni di corrente possono avere ripercussioni catastrofiche con crash di server e computer suscettibili di compromettere funzioni vitali in ambito economico e sanitario. Siamo davanti ad una fragilità della reti elettriche, anche in Europa e negli Usa, sottoposte a nuove sollecitazioni che le rendono per lo più inadeguate e obsolete rispetto alle mutate condizioni.

“La vulnerabilità dei nostri sistemi – sostiene Matthewman – è evidenziata dal black out che ha avuto luogo in Italia nel 2003, quando l’intera nazione è stata lasciata senza energia elettrica a causa della caduta di due alberi”.Gli esperti continuano ad inviare avvertimenti sui pericoli della situazione attuale. In Gran Bretagna consulenti del governo hanno lanciato un allarme sui probabili black out che potrebbero realizzarsi sin dal 2015. Negli Stati Uniti l’American Society of Civil Engineers ha messo in guardia le autorità dal rischio, entro il 2020, di un possibile collasso delle reti, per il cui ammodernamento sarebbero necessari 100 miliardi di nuovi investimenti.

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