Le Isole di Plastica possono essere convertite in diesel e gas naturale

Ogni anno nel mondo si producono 280 milioni di tonnellate di plastica.Si sono addirittura formate delle vere e proprie isole di plastica  dalla superficie stimata tra i 700.000 kmq agli oltre 10 milioni di kmq (cioe’ tra la Penisola Iberica e gli Stati Uniti, per fare un paragone).Secondo i ricercatori dell’Illinois Sustainable Technology Center, i sacchetti di plastica, fonte abbondante di rifiuti in mare e sulla terraferma, possono essere convertiti in diesel, gas naturale e altri prodotti utili. La conversione produrrebbe inoltre più energia di quanta ne consumi.

Il procedimento, si legge in un articolo pubblicato sulla rivista Fuel Processing Technology ripreso dall’Ansa, consente di ottenere combustibili per il trasporto, come ad esempio il diesel, che può essere miscelato con il gasolio a basso tenore di zolfo e con il biodiesel. Dai sacchetti della spesa si possono però ricavare anche altri prodotti come il gas naturale, la nafta solvente, la benzina, le cere e gli oli lubrificanti, tipo l’olio per motori o quello idraulico.

«Dalla distillazione del greggio è possibile ottenere solo il 50-55% di combustibili, ma dalla distillazione dei sacchetti di plastica, che sono costituiti da petrolio, si può recuperare quasi l’80% di combustibile», spiega l’autore dello studio, Brajendra Kumar Sharma. Il procedimento, sottolinea, ha inoltre il vantaggio di poter essere eseguito tramite pirolisi, un processo di decomposizione termochimica che prevede il riscaldamento dei sacchetti in totale assenza di ossigeno.

Secondo il Worldwatch Institute, solo negli Stati Uniti si gettano via 100 miliardi di sacchetti di plastica all’anno, e l’Agenzia statunitense per la protezione ambientale riferisce che solo il 13% viene riciclato. La maggior parte finisce nelle discariche o nei corsi d’acqua e, da qui, in mare.

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