Outernet, dallo spazio internet free per tutti

Il progetto Outernet, sviluppato dall’organizzazione no-profit Media development investiment found,mira a rendere la Rete accessibile per tutti. Secondo uno studio recente, solo il 60% della popolazione mondiale possiede connessioni senza restrizioni.

Il sistema funzionerà con i Cube Sat, dei satelliti di piccole dimensioni in orbita, in grado di trasmettere informazioni alle stazioni della Terra. In questo mondo anche in zone dove esistono limitazioni o assenza di Rete, ognuno potrà connettersi. La linea avrà dei siti collegati ai quali si potrà accedere.

Per realizzare il suo obiettivo, Outernet si basa su una costellazione di mini-satelliti, che verranno sparati nell’orbita terrestre bassa, ovvero da 160 a 2000 km dalla superficie. Attraverso il datacasting, che consiste nella diffusione di dati su superfici molto ampie attraverso le onde radio, i contenuti saranno diffusi dai satelliti alla superficie terrestre sfruttando i segnali DVB , Digital Radio Mondiale e in multicasting via Wi-Fi basato su protocollo UDP . In questo modo, attraverso la trasmissione di contenuti digitali per dispositivi mobili, semplici antenne e parabole satellitari già esistenti, verrebbe garantito a tutta l’umanità un livello base di notizie, informazioni, istruzione e intrattenimento.

Nella prima fase, si tratterebbe di una “rete a senso unico”, che permette all’utente finale, solo di ricevere dati; attraverso il costante aggiornamento dei contenuti inviati dallo spazio sarebbe inoltre possibile aggirare la censura di Internet e, non ultimo, il sistema potrebbe rivelarsi molto utile come sistema globale di notifica durante le emergenze e i disastri naturali. Se tutto dovesse procedere come pianificato, entro la metà del 2015 questa prima fase dovrebbe essere completata. Sul lungo periodo, Outernet mira a trasformarsi in un sistema in grado di garantire una comunicazione a due vie, libera e gratuita per chiunque. Il principale ostacolo, al momento, è rappresentato dai costi: nonostante i CubeSat siano relativamente economici, per completare la rete di mini-satelliti si parla di oltre 40 milioni di dollari.

Si punta sul coinvolgimento di Fondazioni e sponsor privati, inoltre sul sito ufficiale del progetto è possibile contribuire con donazioni, che serviranno a realizzare dei prototipi entro il mese di giugno e avviare una fase di test sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), il prossimo settembre. Come prevede la “Time Line” pubblicata sul sito, una volta ottenuti i permessi necessari dalla NASA e stilato un programma di lanci, le trasmissioni “spaziali” potrebbero partire già nel giugno 2015.

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