Sudafrica, 200 minatori intrappolati in una miniera d’oro illegale

Oltre 200 minatori sono intrappolati in una miniera d’oro illegale in Sudafrica,in un sobborgo di Johannesburg.I soccorritori:”Siamo entrati in comunicazione con una trentina di minatori”, ha detto il portavoce dell’agenzia privata di soccorso E24, Werner Vermaak. “Ci hanno detto che sotto di loro ce ne sono altri 200”, ha aggiunto.

I minatori erano scesi sabato nella miniera illegale, scavata dietro uno stadio di cricket, nel quartiere di Benoni. “L’accesso ai minatori è attualmente molto difficile”, ha aggiunto Vermaak. Secondo quanto si è appreso, l’ingresso della miniera è stato bloccato da un grande masso e sul posto sono arrivate scavatrici per cercare di rimuovere l’ostacolo.

Il sangue versato e la ricchezza

A livello mondiale si stima che  le compagnie minerarie impiegano 3,7 milioni di lavoratori. Con l’estrazione artigianale di piccola scala e  illegale, si calcolano altri 25 milioni di persone . Per ogni posto di lavoro diretto, regolare, è stato dimostrato, nascono 14 nuovi posti di lavoro indiretti.  Il settore minerario sudafricano impiegava, nel 2008, circa 570.000 lavoratori, il 7,8 % della forza lavoro del settore privato. Nella Anglo Gold Ashanti, il più grande produttore d’oro del Sud Africa, si ritiene che il 20-30% dei 30.000 della forza lavoro sia infetto da HIV .

I minatori  sono  uomini che stavano all’aperto e vivevano di agricoltura “condannati”   a vivere in profondità sotto la superficie. Un lavoro migrante per portare alla luce oro, diamanti, platino ma anche tubercolosi.  Joel Spicer del programma Stop TBC, dice che nel mondo muoiono  per tubercolosi 1,4 milioni di persone, il 40% delle morti sono concentrate in Africa. Oltre alla TBC ai minatori è associato anche un elevato tasso d’ infezione da HIV anche in questo caso concentrato soprattutto nel continente africano.  Si tratta di una vera emergenza per l’industria mineraria tant’è che la Anglo American che impiega circa 71.000 persone  solo in Sud Africa cerca di correre ai ripari fornendo programmi e trattamento gratuito per le persone affette da TBC.

 

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