Acqua all’arsenico, un’incubo per la popolazione romana

L’incubo dell’acqua all’arsenico continua a procurare disagi alla popolazione di Roma Nord.Al centro dello scandalo l’Arsial, società della Regione Lazio, a cui è affidata la gestione dell’acquedotto nella zona di Primavalle. In molti quartieri sale la protesta per il mancato arrivo delle autobotti che erano state promesse dal sindaco Marino. E aumenta la rabbia per l’atteggiamento di disinteresse che sembra sfiorare i confini della legalità, dopo che la procura di Roma ha deciso di avviare un’inchiesta sulle presunte responsabilità della stessa Arsial, che ricade sotto il controllo del Governatore Zingaretti, e sulle colpe del Campidoglio per i ritardi dei comunicati sui risultati negativi delle analisi sui campioni di acqua prelevati nelle tubature dei Municipi XIV e XV.

La gestione di questa emergenza da parte dell’Arsial insomma è lo specchio del dissesto tipico dei carrozzoni pubblici. Una conferma trasparente dei risultati della gestione pubblica esposta agli appetiti dei politici di servizi essenziali quali la distribuzione idrica. Un contrasto stridente con i conti in attivo e la qualità del servizio riconosciuti da recenti graduatorie ad Acea. Sono queste le considerazioni che ieri facevano anche gli esponenti del comitato DifendiAmo Roma: «Ci chiediamo a tutt’oggi dove siano le autobotti promesse. Ci chiediamo se Roma Capitale sia consapevole delle preoccupazioni della cittadinanza e se sia all’altezza di affrontare problematiche di questo genere», diceva ieri il consigliere comunale Fabrizio Santori.

Allarme salute:Lavarsi con l’acqua all’arsenico può causare dermatiti irritative. E chi la beve per molto tempo, con livelli di tossicità elevati, può ammalarsi di tumore o avere disfunzioni all’apparato riproduttivo», spiega il professor Luigi Naldi, presidente del Centro studi del Gised, il Gruppo italiano studi epidemiologici in Dermatologia, e membro onorario della Societé Française de Dermatologie. «L’esposizione cronica all’arsenico può avere esiti differenti sulla salute», aggiunge il dermatologo Fabio Bergamo dell’Idi. Il più grave è ovviamente il cancro. «Bisogna partire dal presupposto che l’arsenico è cancerogeno. I rischi principali per chi beve l’acqua inquinata sono per la pelle e i polmoni ma anche per la prostata, le vie urinarie e a livello neurologico». Non è un caso se l’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro valuta l’arsenico come cancerogeno di classe 1.

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