Chirgurgia robotica, la Toscana sale in cattedra e tiene lezioni in Usa

FIRENZE – La Toscana tiene lezioni di chirurgia robotica negli Usa, la patria del robot Da Vinci. Il professor Ugo Boggi, associato di chirurgia all’Università di Pisa, ha tenuto in questi giorni una lezione magistrale di chirurgia robotica del pancreas e del fegato ad Harvard, la più prestigiosa Università statunitense. Il ciclo di incontri, organizzato dal Beth Israel Deaconess Medical Center, prevede una serie di lezioni tenute da esperti di livello internazionale per aggiornare gli specialisti di tutto il mondo. Oltre a tenere le lezioni, i docenti incontrano i colleghi Usa per scambi culturali e avvio di contatti accademici. Ugo Boggi è stato presente anche in sala operatoria, per confrontare le tecniche chirurgiche applicate nell’azienda ospedaliero-universitaria pisana con quelle dei colleghi statunitensi.

“E’ per noi motivo di grande orgoglio – è il commento dell’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni – che un chirurgo toscano sia chiamato a tenere lezioni in un’Università così prestigiosa, e nel Paese dove il robot Da Vinci viene prodotto e dove ne sono operativi il maggior numero al mondo. Che il professor Boggi sia stato ritenuto la persona più adatta per aggiornare i chirurghi di tutto il mondo sulla chirurgia robotica di fegato e pancreas è davvero lusinghiero e sta a testimoniare l’alto livello raggiunto dalla ricerca in Toscana. Nella nostra regione – aggiunge l’assessore – esiste una grande esperienza nel settore della robotica in varie aziende – Pisa, Grosseto, Firenze, Siena – e con professionisti di grande valore. E’ nella nostra strategia puntare sulle eccellenze, di cui la robotica è una tecnologia di punta”.

Durante la sua presenza negli Stati Uniti, il professor Boggi ha attivato anche un interscambio tra le Università di Pisa e di Harvard: chirurghi delle due Università soggiorneranno nell’Università amica, sia come allievi che come docenti. La lezione sul trapianto di organi che Boggi ha tenuto ad Harvard sarà anche l’argomento su cui il chirurgo toscano sarà relatore a luglio a San Francisco, al congresso mondiale di trapianti.

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