Datagate: l’Nsa spiava la Cina attraverso i server di Huawei

La National Security Agency avrebbe violato i server del colosso delle telecomunicazioni Huawei prendendo di mira anche i vertici del governo di Pechino.Secondo i nuovi documenti di Snowden,la Nsa si è aperta la strada nei server di Huawei nell’ambito dell’operazione dal nome in codice “Shotgiant”, il cui obiettivo era quello di trovare legami fra Huawei e l’Esercito Popolare di Liberazione.

Huawei è stata definita più volte dagli Stati Uniti una minaccia alla sicurezza, bloccando gli accordi del colosso cinese negli Usa. Il timore era quello che la società potesse ‘rubare’ apparecchiature che avrebbero potuto consentire agli hacker sostenuti dall’esercito cinese e da Pechino di strappare segreti industriali e governativi.

Anche il settimanale tedesco Der Spiegel,rivela che l’operazione mirava a controllare i massimi vertici politici cinesi, come l’ex presidente cinese Hu Jintao, ed i ministeri del Commercio, degli Esteri, banche di Pechino e compagnie di telecomunicazione. In particolare la Nsa si è concentrata sulla Huawei, secondo fornitore mondiale di equipaggiamento per le telecomunicazioni, contro la quale – sempre secondo i documenti di Snowden – fu lanciata una vasta operazione all’inizio del 2009. L’agenzia americana giustificò l’operazione con la preoccupazione che Pechino potesse «utilizzare l’ampia infrastruttura della Huawei per attività di spionaggio»,vale a dire che quello della Nsa era una sorta di spionaggio preventivo del quale, sottolinea il giornale tedesco, il coordinatore dei servizi di intelligence dell’amministrazione era al corrente.

Huawei con i suoi 28 miliardi di euro di fatturato,rappresenta una diretta concorrente del gigante americano Cisco e sempre secondo Der Spiegel, una unità della Nsa sarebbe riuscita a entrare nel sistema telematico, copiando una lista di oltre 1.400 clienti e documenti interni riguardanti il training di ingegneri.

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