Davide Battistini, pronto a morire per difendere i diritti degli animali

Davide Battistini è giunto al 55esimo giorno di sciopero della fame, per difendere i diritti degli animali.Il primo sciopero della fame risale allo scorso anno,con 43 giorni e 13mila firme che avevano sotenuto la sua battaglia. “Ho interrotto lo sciopero in seguito all’approvazione della legge regionale lo scorso 29 marzo 2013″, racconta Davide. Ma poi c’è stata la beffa: è iniziata una serie di proroghe motivate dal fatto che fossero necessari alcuni articoli che rendessero operativa la legge. In primis, quello sulle recinzioni: gli articoli attuativi prevedevano recinti di 3 metri quadri quando quelli dei canili devono essere di almeno 9 metri quadri: assurdo, inaccettabile, illogico. Ed è stato addirittura affermato che noi animaliti fossimo d’accordo”.

Il suo obiettivo è preciso: rendere operativa le legge regionale 3/2013: così si potrebbe fare pressione perché la norma diventi nazionale. “Andrò anche a Roma”, promette.«Non smetterò di scioperare, e mi lascerò morire, fino a quando la legge che impedisce l’utilizzo delle catene agli animali non verrà resa operativa”.

Il 20 gennaio Davide ricomincia a scioperare. E a quelle 13mila firme se ne sono aggiunte, fino ad ora, altre 7mila. “Ho bevuto solo tisane non zuccherate per i primi 40 giorni, e ho mangiato sale. Poi dal primo marzo ho comiciato a bere esclusivamente acqua”.Davide rischia davvero di morire. Il suo medico,Roberto Parollo, che fa parte del team dell’Unità operativa e cardiologia dell’Ospedale di Ravenna, lo ha scritto anche in una lettera-appello che sta circolando su Facebook: “Il rispetto per gli oppressi e per un umile uomo ponga fine allo sciopero della fame di Davide Battistini”. “Sono amico di Davide oltre che il medico a cui lui ha chiesto di monitorare le sue condizioni fisiche – spiega Parollo -: sono una persona schiva, per natura, ma mi sento di dover spendere una parola per quest’uomo che sta conducendo una battaglia giusta seppur con metodi estremi che io gli ho fortemente sconsigliato. Domani spero che si sottoponga a nuovi esami: gli ultimi evidenziano una persona con una gravissima situazione metabolica di depauperamento delle risorse”, scandisce il medico. Che riferisce: “In letteratura scientifica sono segnalati casi di digiuni arrivati fino a 40 giorni. Ma in questo caso si sta arrivando ai 60”. “Lui è lucido, lucidissimo – chiarisce Parollo – e questo mi fa pensare che adrà avanti e che quindi rischi davvero”.

Davide “sta maturando una leucopenia che presto, se non già ora, lo renderà più vulnerabile a qualsiasi contaminazione infettiva, una anemia macrocitica da deficit vitaminico, una chetonuria da esaltazione del catabolismo lipidico che deriva dall’assente apporto di zuccheri e di proteine. La cosa provocherà l’autodigestione del grasso fisiologico (quello di deposito è già esaurito) che può provocare in primis una ptosi dei reni con conseguenze permanenti sulla loro funzione”, spiega il medico cardiologo. Che vuole ricordare un episodio: “Di Davide si è parlato quando si è accesa la polemica sulla ricerca sugli animali avanzata da Caterina Simonsen – racconta il medico – lui senz’altro aveva esagerato nelle esternazioni, ma posso assicurare che sarebbe il primo a togliersi un rene per aiutare una persona ammalata, non solo un cane…”.

Ma si chiede? “Se bruciamo le pellicce siamo tacciati come violenti, se utilizziamo forme di lotta no violente, nessuno ci prede in considerazione: diteci cosa dobbiamo fare”. E poi rispolvera Giovanni Sartori: “Lui dice che la democrazia non è il suffragio universale ma il voto informato”. E poi assicura: “Mi lascerò morire, questo è certo, se non verrà approvata la legge: il mio cuore ancora non ha risentito del digiuno, e anche i medici faticano a spiegarsel”, racconta. Ma tutto il resto del suo fisico, i suoi organi, sono sotto stress: si sta consumando il grasso che li sostiene, l’anemia è così forte da poter causare danni gravissimi al cervello.

Davide, impiegato ad Hera (l’azienda multiservizi che gestisce gran parte dell’Emilia-Romagna) : “Ho lavorato fino al 46esimo giorno di sciopero, ma adesso non ce la faccio più”.

Ieri il sindaco della sua città, Ravenna, ha scritto un appello: “Dopo aver parlato nuovamente in queste ore con il presidente della Regione Vasco Errani e con l’assessore Carlo Lusenti, mi rivolgo direttamente al signor Davide BattistinI – scrive Fabrizio Matteucci -: la Regione emanerà il regolamento ‘sulla catena’ entro il 30 aprile. Adesso le chiedo di interrompere immediatamente lo sciopero della fame”. Matteucci aggiunge: “In condizioni più serene potremo confrontarci sull’applicazione di questa Legge regionale a dire il vero unica al mondo, che prevede regolamenti dei quali due già emanati , e che contiee complessità tecniche otevolissime. Ma oggi non è il momento per questo. L’unica cosa che conta adesso è, da una parte l’impegno e la data che le comunico e il fatto che lei interrompa immediatamente lo sciopero della fame”.

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