Disturbi del sonno, la crisi economica agita le notti degli italiani

La crisi economica non solo tormenta le giornate,ma durante la notte i pensieri continuano a invadere le mente rendendo più difficili i sonni di tanti italiani.Negli ultimi anni lo stress dovuto alla crisi si è moltiplicato e come risultato ha portato 12 milioni di persone a vivere in deficit di sonno.I numeri parlano chiaro:Il sondaggio è stato effettuato su un campione rappresentativo di italiani fra 18 e 70 anni.Il 50% si veglia spesso nel cuore della notte, il 45% si addormenta tardi e si sveglia presto la mattina riducendo le ore di sonno.Questi sono i numeri, presentati alla vigilia del World Sleep Day che si celebra domani.

Negli ultimi anni gli italiani con un “rapporto complicato con Morfeo”,sono in forte crescita.La conferma arriva da Enrico Finzi,sociologo e presidente di AstraRicerche che ha condotto nel 2012 un indagine per conto di Sanofi. A causa della crisi economica – chiosa Finzi – lo stress dichiarato dagli italiani è raddoppiato: +118% negli ultimi 6 anni,e ad esserne colpite maggiormente sono le donne, con fascia di età tra i 35 e i 54 anni.

Dormire male;vivere peggio: 6 persone su 10 definiscono compromesso il proprio benessere mentale e fisico e riconoscono che la carenza di sonno riduce le prestazioni professionali e pesa sui rapporti familiari. Un ‘allarme rosso’ arriva dall’11% degli adulti italiani che lamenta “un notevole impatto sulla qualità della propria vita”. In questa quota spiccano imprenditori, dirigenti e professionisti in genere, “segno che la crisi economica in atto li colpisce in modo particolare”, commentano i promotori della ricerca.

I problemi di sonno,non vanno trascurati. Ma cosa fare per superare questo tipo di disagio? Prima di tutto, consigliano gli esperti, è utile avere un ritmo sonno-veglia regolare, andando a dormire ogni sera e alzandosi ogni mattina alla stessa ora; evitare di andare a letto se non si è assonnati oppure di rimanere nel letto se si è ormai svegli”.Anche la comodità del letto e del cuscino e una camera da letto silenziosa – aggiunge Finzi – giocano un ruolo importante sulla qualità del sonno. Vengono in aiuto anche alcuni accorgimenti nella dieta, come evitare sostanze eccitanti (tè e caffè) o alcolici in quantità elevate e, soprattutto la sera, non assumere a cena cibi pesanti (piatti elaborati, carni rosse, grassi animali e fritti). Infine, una moderata e regolare attività fisica, soprattutto al pomeriggio, favorisce un migliore riposo notturno”.

Se queste regole di igiene del sonno non bastassero, si può chiedere un aiuto esterno. Che almeno in prima battuta, non necessariamente deve essere un farmaco. “Anche nell’affrontare la difficoltà a riposare bene – conclude Finzi – sono sempre più gli italiani che privilegiano soluzioni ‘soft’, cercando, quando la condizione lo rende possibile, di non ricorrere a farmaci. Il tutto nell’ambito di uno dei più potenti trend in atto: quello verso un approccio ‘dolce’, non aggressivo, che privilegi sostanze di origine naturale”.

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