Emotient: l’App che riesce a percepire livelli emotivi con i Google Glass

Poter leggere sul volto delle persone le reazioni emotive con l’aiuto dei Google Glass, consentirà alle aziende di prevedere il successo o meno di un articolo e prevedere le sue vendite.Emotient,società fondata nel 2012, ha realizzato un’app,che vuole permettere a chi inforca gli occhiali di Big G di decifrare meglio le espressioni facciali di una persona.

“La nostra è una tecnologia innovativa che – spiega Ken Denman, amministratore delegato di Emotient – consente alle aziende di valutare con dati aggregati lo stato d’animo dei consumatori elaborando l’espressione facciale, rilevata rispettando l’anonimato. Le sue applicazioni, per migliorare il rapporto con la clientela, possono essere molto ampie e, in particolare, nel settore delle vendite”. Il punto di forza di Emotient, secondo quanto descritto, è nella sua capacità di cogliere in tempo reale le emozioni esternate e con un grado elevato di accuratezza anche in ambienti dove è più difficile il controllo come nei negozi affollati.Il sistema, che riesce a percepire livelli emotivi più specifici quali frustrazione o confusione, è capace di identificare automaticamente il genere di una persona, e in futuro perfino età ed etnia consentendo un’analisi più particolareggiata e per gruppi sociali. Adottando questo programma le aziende, in teoria, potrebbero capire meglio l’impatto di articoli, servizi e promozioni correggendo, nel caso, l’offerta commerciale o anticipare le intenzioni di acquisto avvantaggiandosi sulla concorrenza.

Ma per i clienti sarebbe lo stesso? Certamente, un utente avrebbe da guadagnare da un negoziante più pronto a rispondere alle sue esigenze. Siamo sicuri, tuttavia, che il consumatore voglia veramente condividere l’emozione del momento sui vari prodotti e servizi che ha acquistato o è in procinto di acquistare? Accetterebbe di buon grado che i suoi sentimenti, non comunicati verbalmente, possano essere rubati, suo malgrado, da un software?

Domande a cui gli autori di Emotient, senza ignorare i risvolti in tema di privacy, rispondono però assicurando che la memorizzazione di quanto rilevato riguarda unicamente i dati emotivi aggregati e non quelli relativi alla persona singola.Intanto, la tecnologia comunque suscita grande attenzione anche per le sue possibili applicazioni in ambiti come sanità e didattica. Un interesse speciale è stato manifestato dai manager di Honda che, come riferisce lo stesso Denman in un’intervista su The Next Web , sarebbero intenzionati a sfruttare Emotient per mettere ingegneri e progettisti in condizione di capire quali caratteristiche di un veicolo piacciono o meno al consumatore.

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