Energie Rinnovabili: Rubbia lancia una nuova tecnologia per la trasmissione di energia su grandi distanze

Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica lancia una nuova tecnologia innovativa per la trasmissione di energia da fonti rinnovabili su grandi distanze.A partecipare al progetto l’Institute for Advanced Sustainability Studies (Iass), di cui il Nobel è Direttore scientifico, e il Cern, l’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare.

L’idea di Rubbia nasce dall’esigenza che la rapida diffusione delle fonti di energia rinnovabile sarà accompagnata da una necessaria espansione delle reti elettriche. Le aree più adatte alla produzione di energia da fonti rinnovabili come il solare, l’eolico o l’idroelettrico infatti si trovano spesso lontane dalle zone densamente popolate dove è richiesta l’energia. La costruzione di nuove e efficaci linee di trasmissione dell’elettricità è pertanto divenuta una priorità per i Paesi che intendono innalzare la quota di energia verde nel loro mix energetico.

“Si tratta di un passo in avanti altamente significativo” ha commentato Carlo Rubbia. “Per la prima volta, -ha spiegato il Nobel per la Fisica- abbiamo un cavo capace di trasportare correnti elettriche elevate a distanze di migliaia di chilometri, usando un sistema semplice con materiali poco costosi e di larga reperibilità”.

Il cavo superconduttore puó essere istallato in un tubo di circa 30 centimetri di diametro alcuni metri sottoterra, con stazioni criogeniche poste tra di loro intervalli di alcune centinaia di chilometri : un sistema molto simile alla ben nota rete di distribuzione del gas naturale. Rispetto alle alternative attuali, i cavi superconduttori offrono chiari vantaggi in termini di efficienza, costo, facilità di implementazione e impatto ambientale. Materiali come il diboruro di magnesio trasmettono corrente elettrica senza perdite resistive che invece contraddistinguono le linee elettriche ordinarie con elevati costi energetici e economici.

L’installazione di cavi superconduttori interrati, permetterebbe inoltre di evitare i problemi ambientali associati alle linee elettriche aeree, tra cui la costruzione di imponenti tralicci.

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