Facebook con i droni conquisterà le zone più remote del pianeta

Facebook parte alla conquista delle aree non ancora connesse alla rete.Saranno i droni alimentati a energia solare a portare le connessione internet nelle zone più remote del pianeta. Ad annunciarlo il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, rivelando che a questo piano lavorerà una squadra composta da oltre 50 esperti in tecnologie spaziali e tecnici aereonautici provenienti dalla Nasa, il costo dell’operazione si aggira intorno ai 2 miliardi di dollari.

A spingere Zuckerberg ad effettuare l’ennesimo investimento è sopratutto il calo di nuovi utenti sul social network,quindi si trova costretto a creare aperture verso nuovi mercati per poter proseguire la sua espansione. Facebook ha anche effettuato una nuova acquisizione, sulla britannica Ascenta, start up specializzata sui droni ad energia solare che potrebbero rappresentare un tassello chiave per la copertura internet in aree difficilmente raggiungibili.

Attualmente i due terzi della popolazione mondiale non ha accesso alla rete. In assenza di costosi investimenti infrastrutturali molte zone possono essere coperte solo sfruttando i satelliti, che tuttavia a loro volta comportano pesanti costi di gestione. Per questo l’idea è di abbattere i costi sfruttando droni tenuti in vita da pannelli fotovoltaici, in grado di operare autonomamente per mesi con costi più bassi. E Ascenta ha ottenuto visibilità soprattutto per un prototipo di Drone a energia solare, lo Zephyr, che nel 2010 riuscì a volare per due settimane consecutive.

Facebook avrebbe manifestato l’intenzione di produrre almeno 11.000 droni, modello “Solara 60”, il più avanzato della linea “Atmospheric Satellites”, utilizzandoli esclusivamente per il progetto Intiative.org.Il loro dispiegamento in atmosfera potrebbe però non essere così facile da conseguire. Nello spazio aereo ci sono regole da rispettare per garantire la sicurezza. In ogni caso, nei mercati in via di sviluppo, l’area in cui si concentra l’azione di Internet.org, è possibile che le norme siano meno stringenti consentendo l’impiego su vasta scala di questa tecnologia, assimilata a quella satellitare.

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