Il telefono cellulare causa il tumore al cervello, ministeri informino su rischi

E’ ora di lanciare una campagna informativa sui rischi di insorgenza di tumori legati all’uso scorretto del cellulare e sulle modalita’ da attuare per annullare o ridurre l’esposizione. Lo chiedono in un ricorso presentato oggi al Tar del Lazio l’associazione Apple (Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog) e Innocente Marcolini, un dirigente di azienda bresciano che nel 2012 ha vinto una causa in Cassazione contro l’Inail in cui e’ stato stabilito il nesso tra l’uso del telefonino e il tumore alla testa che lo aveva colpito. L’azione legale e’ stata preparata dallo studio legale Ambrosio e Commodo di Torino che ha notificato il ricorso anche ai ministeri di Salute, Ambiente, Sviluppo economico e Universita’.

Nel documento si chiede che il Tar del Lazio applichi il principio di precauzione previsto dall’articolo 191 del Trattato sull’Unione europea e, anche in assenza di certezze definitive sul legame causale, ordini in via d’urgenza al Governo di fare un’attivita’ di informazione a fini precauzionali nell’interesse della collettivita’ nazionale “per prevenire – spiegano – che si verifichi un evento di proporzioni potenzialmente catastrofiche a danno della salute pubblica”, che in Italia interessa circa 40 milioni di persone che utilizzano il telefonino.

Altri Paesi sono andati oltre. La Francia, ad esempio, ha vietato le pubblicità di telefoni cellulari mirate ad una “customer base” inferiore ai 12 anni, mentre sta per essere introdotta una legge che obbliga chi vende i telefoni a farlo sempre con annesse cuffie auricolari. In Canada e in Russia ci sono stati inviti alla cautela e in Israele il governo sta considerando la possibilità di stampare adesivi di allerta sui cellulari, come sui pacchetti di sigarette. Nel frattempo, diversi Stati stanno studiando la possibilità di vietare il wi-fi in alcune scuole inferiori.

Il nodo del dibattito riguarda la possibilità che le radiazioni emesse da dispositivi come i cellulari possano danneggiare il tessuto cellulare umano. La lobby pro-cellulari insiste affermando come una radiazione ionica sia sì in grado di provocare un cancro, in quanto capace di distruggere i legami biochimici nel corpo, ma una radiazione elettromagnetica emessa da un cellulare non può invece colpire il tessuto e danneggiare molecole di DNA perché troppo debole e di frequenza decisamente troppo bassa.

Diversi Cancer registry, che raccolgono statistiche su casi di cancro, mostrano che nello scorso decennio, periodo in cui l’utilizzo di cellulari è cresciuto maggiormente, il numero di tumori celebrali è rimasto in linea con il decennio precedente.Ma questo dato rassicura solo in parte. Perché se i tumori cerebrali hanno una particolare peculiarità, questa consiste proprio nella capacità della malattia di “nascondersi” con una lunga latenza che può durare fino a 40 anni. Nell’ottobre del 2012 la Corte di Cassazione italiana ha ravvisato per la prima volta una relazione diretta tra l’abuso di cordless e cellulare e il tumore (nel caso specifico all’orecchio), riconoscendo come legittimo lo stato di invalidità per l’80% a Innocente Marcolini, un manager bresciano che aveva passato per lavoro ore ed ore al telefono per anni.

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