Incenso, un potente antinfiammatorio e antibatterico naturale

L’incenso è stato il mezzo più usato dall’uomo per offrire le proprie preghiere alle divinità,meditare, purificare luoghi. Ancora oggi le popolazioni dell’India e del Medio Oriente, impiegano abitualmente l’incenso non solo per scopi religiosi, ma anche per le sue proprietà antinfiammatorie e antibatteriche.

La sua efficacia è stata provata da moderne ricerche e l’incenso attualmente è un rimedio utile nella cura di processi infiammatori. Ma forse sono in pochi a sapere che questa resina estratta dall’albero di Boswellia in realtà ha proprietà medicinali che la fanno paragonare da alcuni esperti a un vero e proprio farmaco antinfiammatorio e stimolante il sistema immunitario.

Per ovviare a ciò, una azienda produttrice di medicinali naturali ha incaricato ricercatori tedeschi dell’University Saarbrücken, coordinati dal dottor Oliver Werz,di esaminare gli effetti curativi dell’incenso.La pianta dell’incenso produce una caratteristica resina oleosa, ricca di numerose sostanze con notevoli proprietà terapeutiche, responsabili delle proprietà antinfiammatorie, antireumatiche e antidolorifiche. Si è dimostrata utile nel trattamento di numerosi disturbi quali l’artrite reumatoide, oltre che altre affezioni di natura infiammatoria e a carattere cronico quali la colite ulcerosa, il morbo di Crohn, la gotta,l’asma bronchiale.

Questo significa che l’incenso non è solo un antidolorifico, ma può combattere anche i meccanismi che stanno alla base delle infiammazioni croniche,in particolar modo infiammazioni croniche o recidivanti che colpiscono mucosa intestinale e apparato respiratorio. Utile anche in caso di infezioni acute delle prime vie aeree, stati febbrili e dolorosi in genere, malattie artroreumatiche, dolori mestruali, cefalea lieve o moderata.

L’azione dell’incenso ha la particolare caratteristica di essere selettiva, nel senso che agisce sui responsabili del processo infiammatorio e non sulle sostanze che proteggono la mucosa gastrica. Questo rende l’incenso un’interessante alternativa ai farmaci antinfiammatori, responsabili purtroppo di evidenti danni alle mucose gastriche. In alcuni casi l’associazione dell’estratto con tali farmaci permette anche di ridurre il loro dosaggio. Il suo impiego è consigliato in tutte le patologie croniche che richiedono un impiego prolungato di antinfiammatori proprio per l’assenza degli effetti collaterali e per la specificità d’azione, protettiva verso la mucosa gastrica. Gli acidi contenuti nella resina dell’incenso esercitano un’inibizione selettiva sulla lipossigenasi, enzima che stimola la produzione di sostanze che promuovono l’infiammazione. Inoltre questa pianta è in grado di inibire le elastasi, enzimi distruttivi che attaccano e distruggono il tessuto elastico aumentando così la gravità del processo infiammatorio. In poche parole l’azione di questi acidi è simile a quella dei farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans), in quanto inibiscono il processo infiammatorio, ma in più bloccano la produzione degli enzimi che determinano la distruzione dei tessuti già infiammati.

L’incenso può essere utilizzato sotto forma di grani, che bruciati su carboncino sviluppano fumi dal caratteristico odore, oppure per uso interno in capsule contenenti estratto secco. Per una buona attività si consiglia l’assunzione di estratto secco titolato.  Dose per capsula: 300 mg, tre capsule al dì oppure per lievi infiammazioni 2-3 grani di incenso due volte al dì. Se vogliamo sfruttarne i benefici dobbiamo proteggere queste piante che, oggi, sono in via di estinzione. Se perdiamo queste preziose fonti verdi non perdiamo solo un patrimonio del pianeta ma anche la possibilità di creare dei farmaci utili per contrastare le patologie legate all’infiammazione dell’organismo.

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