Maltrattamenti in casa di cura per anziani, indagato il capo del personale infermieristico

Schiaffi, botte in testa, offese e maltrattamenti continui ai danni degli ospiti della casa di Marta, la residenza sanitaria assistita di via Pistoiese a Viaccia. E’ questo il quadro inquietante emerso dalle indagini della procura di Prato e dei carabinieri del Nas che hanno portato ad emettere una misura interdittiva a carico del responsabile del settore infermieristico, un pratese di 63 anni. L’uomo, dipendente della cooperativa La Ginestra (Consorzio Astir), era il coordinatore del personale della Rsa ed è accusato di maltrattamenti e lesioni aggravate. Per ora il giudice ha deciso di allontanarlo dal lavoro, ma le indagini dei militari del Nas sono appena all’inizio e non sono escluse novità. I militari, coordinati dal procuratore Pietro Tony e dal sostituto Lorenzo Gestri, stanno anche cercando di capire se l’uomo abbia goduto di protezioni e se, da parte sia dei responsabili della Rsa sia dell’Asl, ci sia stata un omissione di controllo.

L’indagine è infatti partita da una lettera anonima dove qualcuno ben inserito nella struttura, probabilmente un membro dello staff, segnalava il comportamento tenuto dal coordinatore. La lettera era stata inviata al sindacato, che l’ha poi girata alla procura. Muovendosi con molta cautela, i carabinieri guidati dal capitano Verzola, hanno pian piano ricostruito un quadro a tinte fosche, dove l’elemento dirimente era l’umore del 63enne: quando era in giornata no, allora per gli ospiti della struttura – anziane e handicappati – erano guai. I maltrattamenti avrebbero riguardato almeno 8 ospiti della Casa di Marta, uno dei quali nel frattempo deceduto. Le accuse sono pesanti: si va dalle offese e dalle minacce fino alle percosse vere e proprie. In alcuni casi i pazienti sono finiti anche al pronto soccorso, in un caso con lesioni di 30 giorni. Proprio su questo aspetto ora gli inquirenti vogliono fare luce per capire come mai nessuno si fosse accorto di niente.

Dopo l’emissione della misura interdittiva, i carabinieri stanno iniziando ad ascoltare anche gli ospiti ed emergerebbero conferme dirette dei maltrattamenti subiti. Uno degli elementi emersi è che lo stipendio del 63enne era legato anche alla qualità del servizio offerto.
di NotiziediPrato.it

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