Sanità Toscana, la pillola Ru486 può essere erogata anche negli ambulatori

Firenze – “Il Consiglio sanitario regionale, organo autonomo e composto da tecnici, rispondendo a una richiesta di approfondimento formulata dal Dipartimento regionale per il diritto alla salute, ha precisato che la pillola Ru486 può essere erogata anche negli ambulatori funzionalmente collegati agli ospedali, così come recita la legge 194”. Così il presidente della Regione Enrico Rossi commenta il parere espresso dall’organo tecnico regionale.

“Questo – aggiunge il presidente Rossi – riconferma e amplia il parere già espresso dal consiglio, secondo cui la pillola poteva essere erogata in regime di day hospital. A mio parere una posizione valida e scientificamente fondata, che tiene conto delle esigenze di sicurezza della donna senza costringerla a un inutile ricovero ospedaliero. Tutto il mio apprezzamento per il coraggio intellettuale e per la chiarezza scientifica espressa dai medici e dai tecnici che compongono l’organismo regionale”.

 La differenza con la pillola del giorno dopo
“Non è un contraccettivo ma un abortivo. Il mifepristone, il vero nome della Ru486, si differenzia dalla pillola del giorno dopo (Levonorgestrel), che è solo un contraccettivo ad alto dosaggio, sia per i tempi di assunzione, sia per il meccanismo di azione. “La pillola abortiva infatti – spiega l’esperta – interferisce con i recettori per il progesterone, bloccandoli: impedendo l’azione di questo ormone protettivo della gravidanza, induce un aborto chimico. Inibisce lo sviluppo dell’embrione e favorisce il distacco ‘a stampo’ del sacco che contiente l’emrbione dalla mucosa interna dell’utero (l’endometrio), su cui proprio l’embrione si radica, con un meccanismo simile alla mestruazione”.

I suoi effetti
Gli studi condotti – si legge sul dossier Aifa – riportano una serie di effetti collaterali legati principalmente all’utilizzo delle prostaglandine: il dolore di tipo crampiforme che può variare da nulla a forte e aumenta in prossimità dell’espulsione, riducendosi nettamente subito dopo. Poi nausea (34-72%), vomito (12-41%) e diarrea (3-26%). Il sanguinamento, massimo al momento dell’espulsione, è variabile per quantità e durata, con perdite ematiche che persistono per almeno una settimana e, in forma ridotta, anche più a lungo. Le complicanze severe sono rare e riconducibili al sanguinamento importante con necessità di emostasi chirurgica (0,36-0,71%). In pratica gli effetti collaterali ci sono, ma sono minori rispetto all’aborto chirurgico.

 

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie