Vaccinazione MPR e Autismo, parte una nuova inchiesta

L’ipotesi che la vaccinazione MPR (Morbillo-Parotite-Rosolia) possa essere associata ad autismo è stata sollevata dalla procura di Trani tanto da avviare un’indagine contro ignoti per lesioni colpose gravissime, al fine di accertare se vi sia un nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino pediatrico trivalente non obbligatorio contro morbillo, parotite e rosolia (Mpr) e l’insorgenza di autismo e diabete mellito.

Il pm Michele Ruggiero avrebbe intenzione di compiere accertamenti anche presso le case farmaceutiche che producono il vaccino e di chiedere informazioni al ministero della Salute.Il vaccino Mpr non è tra quelli considerati obbligatori dal sistema sanitario nazionale, ma è spesso raccomandato dai pediatri. Nonostante la società di pediatria tenda ad escludere rapporti diretti tra vaccini e autismo, in Italia il ministero della Salute è stato costretto in diverse occasioni, per effetto della sentenza di un tribunale, a risarcire con un indennizzo famiglie con figli che hanno sviluppato sindromi da autismo correlati «probabilisticamente» alle vaccinazioni.

Esiste una sentenza del Tribunale di Rimini, che nel 2012 condannò il Ministero della Salute a risarcire la famiglia del piccolo B.V., sottoposto nel 2004 al vaccino trivalente e ammalatosi successivamente di autismo. Immediate furono le critiche alla sentenza riminese da parte del Board Scientifico del Calendario Vaccinale per la Vita che espresse forte sconcerto per la sentenza del Tribunale di Rimini che associò la vaccinazione anti Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR), alla Sindrome di Kanner, meglio nota come Autismo”.

Correlazione fra vaccino MPR e autismo condotto dal dott. Andrew Wakefield. Si tratta di uno studio comparso nel 1998 sulla rivista medica specialistica Lancet che sosteneva che il vaccino fosse causa di infezioni intestinali, correlate a loro volta alla sindrome di Kanner. Le affermazioni di Wakefield furono screditate dal mondo scientifico e furono alla base di uno dei contenziosi più rilevanti nella storia della medicina. Nella sua nota contro la sentenza del Tribunale di Rimini il Board Scientifico del Calendario Vaccinale per la Vita spiegò che una commissione disciplinare del Comitato medico generale britannico (General Medical Council), arrivò alla cocnclusione che Wakefield presentò la sua ricerca in modo irresponsabile e disonesto ignorando insensibilmente la sofferenza dei bambini oggetto dello studio. Il board aggiunse che i risultati di due studi scientifici pubblicati sul British Medical Journal decretarono l’infondatezza dell’associazione tra la vacciazione MPR e l’insorgenza dell’autismo.

In difesa della sentenza del Tribunale di Rimini e contro la posizione del Board Scientifico del Calendario Vaccinale per la Vita si espresse la Federazione del COMILVA, composta da Associazioni Locali Autonome per lo più formate da genitori operanti su tutto il territorio nazionale Italiano al fine di ottenere la Libertà di Scelta in materia di Vaccinazioni. Secondo COMILVA il comunicato del board dimostrava la completa disinformazione sul tema di prestigiosi esponenti della medicina ufficiale che desideravano semplicemente di tutelare se stessi e i loro finanziatori occulti.COMILVA sottolineava che gli Editors di The Lancet non negavano la relazione tra vaccino e autismo, ma si limitavano ad affermare che avrebbero deciso di ritirare dal registro delle loro pubblicazioni il lavoro di Wakefield e Colleghi semplicemente perché ritenevano che vi fossero delle scorrettezze che essi stessi riportano: i bambini oggetto dello studio non erano stati arruolati consecutivamente e la ricerca non era stata approvata dal Comitato Etico, come invece gli Autori avevano asserito. “C’è da chiedersi – afferma COMILVA – perché si passa da alcune irregolarità di ‘forma’ (che comunque vanno dimostrate, perché Wakefield aveva negato decisamente queste critiche) a etichettare tutto lo studio come una truffa e infangare completamente i suoi risultati.Magari se lo studio avesse avuto o meno l’approvazione del Comitato Etico i risultati laboratoristici (referti ematochimici e istologici), e quindi la vera ‘sostanza’ della ricerca, non sarebbero stati validi? Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, pur non volendo creare allarmismi, gli elementi presi in considerazione dalla sentenza non possono essere sottovalutati dal momento che ogni giorno sono tanti i bambini che continuano ad essere sottoposti a questa vaccinazione, sulla quale ora esistono dubbi in merito alla sua sicurezza.

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